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Cremona- Martin Mosetich, diciottenne residente a Cremona, e Francesco Bianchi, diciassettenne, anch’esso residente in città, sono i vincitori dell’edizione 2019 del Premio di bontà intitolato a Lidia Bittanti.

La consegna del riconoscimento è avvenuta la mattina di lunedì 18 novembre nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale alla presenza dell’Assessore alle Politiche Sociali e della Fragilità Rosita Viola, di Marilena Antonioli Paloschi e Claudio Bodini, in qualità di rappresentanti delle famiglie Bittanti – Antonioli, promotrici del premio, di mons. Alberto Franzini, delegato dal Vescovo di Cremona, e di Laura Rossi, Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Cremona 3, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Territoriale. Sono intervenuti alla cerimonia famigliari, amici dei premiati oltre a chi ha segnalato i due ragazzi.

L’apposita commissione, riunitasi il 7 novembre scorso, al termine di una valutazione attenta e scrupolosa delle domande pervenute, ha deciso di assegnare un premio di mille euro a Martin Mosetich – segnalato da Valeria Margaroli, docente dell’Azienda Speciale per i Servizi all’Istruzione Cr. Forma, e un altro premio, sempre di mille euro, a Francesco Bianchi – segnalato da Paolo Feroldi, Presidente della sezione di Cremona dell’AID (Associazione Italiana Dislessia) e da Loredana Uberti, Presidente del Comitato di Cremona della Croce Rossa Italiana – in quanto rispondenti allo spirito del bando.

La commissione ha deciso di assegnare il premio a questi due ragazzi per le esperienze realizzate, intense, continuative, che sono diventate percorsi di vita, di prospettiva, ma anche di crescita umana e di scelta consapevole, storie di vita che colpiscono per la loro intensità, per la grande generosità, per altruismo e solidarietà.

Francesco Bianchi
Francesco Bianchi

Prima della consegna del premio, ognuno dei componenti la commissione, a partire dalla signora Marilena Antonioli Paloschi, ha fatto un breve intervento, sottolineando che, in una società spesso rappresentata solo per quanto non funziona o per gli aspetti negativi, in realtà vi sono molti esempi di amore e disponibilità verso il prossimo da parte anche di molti giovani, aspetto questo rimarcato infine dall’Assessore Rosita Viola per la quale nella nostra comunità ci sono molte persone che ogni giorno si fanno carico degli altri in varie forme: e questo non è cosa da poco, soprattutto in un momento in cui essere buoni in senso lato ha assunto quasi un tratto negativo. A seguire chi ha fatto le segnalazioni ne ha spiegato brevemente di persona i motivi.

Premio di mille euro a Martin Mosetich, 18 anni, ex allievo di Cr. Forma, residente a Cremona

Motivazione. Per l’affetto manifestato nei continui atti di responsabilità e di sacrificio nei confronti della sua famiglia.

Martin, 18 anni, vive con la madre e con il fratello maggiore affetti da malattie invalidanti. Si occupa di loro ogni giorno con una dedizione davvero ammirevole e con grande spirito di sacrificio. In particolare, l’attenzione alle esigenze della madre è la sua priorità con modalità più che amorevoli ed affettuose. Iscritto al corso di Operatore presso sala bar di Cr.Forma, ha portato a termine i primi due anni con successo, ma si è poi visto costretto a interrompere gli studi per cercarsi un lavoro così da potere contribuire al bilancio familiare.

Martin Mosetich
Martin Mosetich

Premio di mille euro a Francesco Bianchi, 17 anni, studente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Stanga”, residente a Cremona.

Motivazione. Per la serietà, l’impegno e gli atti di sincera gratuita generosità dimostrati nel campo del volontariato sociale.

Francesco, 17 anni, nonostante le vicissitudini che hanno caratterizzato la sua esistenza sin dalla tenerà età, è un ragazzo molto generoso, mosso dal desiderio di essere di aiuto al prossimo. Francesco è infatti dotato di un grande altruismo, sempre pronto a dare una mano e un sostegno a chi si trova in difficoltà. Dimostra queste sue qualità nella sezione di Cremona dell’Associazione Italiana Dislessia dove, pur non frequentando i laboratori specifici come socio o fruitore, si dimostra disponibile a sostenere le attività come volontario: è infatti il primo ad offrirsi per dare aiuto. Così avviene anche alla Croce Rossa. Qui partecipa con regolarità ai servizi proposti, impegnandosi con serietà e senza risparmiarsi. Nonostante la giovane età, trascorre molto del suo tempo libero nell’Associazione dimostrando una graduale e costante maturazione personale nell’ambito del sociale e della cura dei più deboli. Molteplici sono i suoi gesti di attenzione verso le persone. Un esempio per altri giovani.

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Lidia Bittanti nasce a Cremona il 17 settembre 1906, la prima di quattro figli. Diventata una giovane donna, Lidia decide di staccarsi dalla famiglia, lascia Cremona e con una amica si sposta nella città di Parma per avviare un’attività commerciale, un negozio di biancheria. Manifesta da subito la sua intraprendenza, sa muoversi con disinvoltura e abilità. Il commercio è la sua vita e con coraggio si divide dall’amica aprendo un negozio tutto suo.

Mantiene lo stesso articolo di vendita ma prende contatti con la città di Firenze e avvia una fiorente azienda di confezioni: la IMCERF, acronimo di “Impresa Confezioni e Ricami Fiorentini”. Passano gli anni, il negozio non basta più. Dopo essersi sposata inizia un’attività di vendita dei suoi articoli ad altri negozi e in altre città.

Nel 1955 rientra a Cremona. Ancora una volta si rinnova, ha capacità e idee in campo commerciale. Decide per una nuova attività: non vuole più vendere prodotti realizzati da altre aziende ma vendere ciò che lei stessa produce. L’orientamento è per un articolo nuovo in espansione sul mercato: il costume da bagno. Conosceva il mercato e aveva fatto la sua scelta. Alcuni famigliari, a vario titolo, l’aiuteranno ma è lei che porta avanti e sviluppa quella che rimarrà pur sempre una piccola attività imprenditoriale. Sa progredire ma soprattutto rinnovarsi per seguire un mercato in evoluzione.

La grande mossa fu andare negli Stati Uniti a rifornirsi di un prodotto nuovo per fare i costumi da bagno, il tessuto LASTEX, che rivoluzionò il mercato. La sua vita fu semplice e misurata; visse fino alla fine con la vicinanza di sua mamma in una casa in via Elio Crotti in Cremona. Al piano terreno il laboratorio e gli uffici. Si interessava di tutto il ciclo della lavorazione dei costumi da bagno.

Negli ultimi anni però cedette la gestione del laboratorio e curò totalmente il rapporto commerciale con i suoi clienti. Condusse la sua azienda fino al 1966 quanto una grave malattia la obbligò in poco tempo a lasciare. Fu lucida fino all’ultimo e come suo desiderio ebbe modo di esprimere le sue volontà nel segno dell’altruismo e della solidarietà, valori in cui credeva e che la famiglia rispettò pienamente. Destinò un aiuto economico a diverse presone che sapeva in difficoltà e volle che il suo denaro fosse destinato ai giovani. La famiglia, tenendo conto delle sue volontà, ha istituito questo premio, attraverso un’importante donazione al Comune, per ricordarne la memoria.

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