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Brescia – Nasce un premio alle memoria di Mario Dondero. L’iniziativa è del Ma.co.f – Centro di fotografia italiana di Brescia, che vuole in questo modo “celebrare il nome del grande fotografo recentemente scomparso, e di inaugurare un lavoro di mappatura dell’attuale produzione fotografica relativa all’ambito del reportage”.

Il Premio “Mario Dondero, dalla parte dell’uomo” è aperto a tutti, dilettanti e professionisti, che possono partecipare con un lavoro inedito prodotto negli ultimi tre anni.

“Il premio nasce come un omaggio a questo autore che ha saputo essere tenacemente controcorrente -spiegano gli organizzatori-, un omaggio alla cultura e alla dolcezza del suo sguardo, ed è destinato a chi, fra i fotografi attivi in questi anni, cerca di raccogliere il testimone del suo impegno e di portare avanti la sua visione della fotografia”.

La locandina del Premio Dondero: iscrizioni entro il 14 giugno
La locandina del Premio Dondero: iscrizioni entro il 14 giugno

Una giuria selezionata, composta dai due fotografi Gianni Berengo Gardin e Uliano Lucas, dallo storico della fotografia Walter Guadagnini, dall’art-director Gianluigi Colin, da Renato Corsini, in rappresentanza del Ma.Co.f, e da Maddalena Fossati Dondero in rappresentanza della famiglia Dondero, decreterà il vincitore a cui verrà donato un corrispettivo in denaro pari a 3 mila euro.

Le iscrizioni sono aperte fino al 14 giugno. Scaduto tale termine la giuria si riunirà per stabilire il vincitore e per selezionare i lavori che, ricevendo menzione d’onore, formeranno la mostra collettiva mirata a illustrare la situazione attuale del genere del reportage.

Il Premio Mario Dondero è inoltre inserito come evento nel più grande circuito del Brescia Photo Festival, festival della fotografia quest’anno alla sua prima edizione.

Nel presentare il Premio, il Macof ricorda uno scritto di Mario Dondero degli anni ’80.

“Mentre diventano sempre più labili i confini fra giornalismo e pubblicità, la fotografia testimonianza sta perdendo terreno nei confronti della fotografia spettacolo.

Cresce magari la finzione tecnica, l’involucro estetico, ma si fa debole il discorso interiore. Il documento semplice e duro lascia il posto all’illustrazione elegante, alla macchia cromatica fine a se stessa.

Quella che Willy Ronis chiama la ‘photo humaniste’, la ‘concerned picture’ cara a Simon Guttmann, la ‘foto d’impegno civile’, come la si è chiamata in Italia mi sembra perdere punti nei confronti di immagini nelle quali l’attenzione è volta ad altri temi, ad altri interessi”.

Il premio Dondero si rivolge a chi tenta invece di portare avanti, in un diverso contesto storico e culturale, questa tradizione.

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Redattore Sociale
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