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Gadesco Pieve Delmona – Quindici anni sono passati da quando è stata istituita la prima edizione del Premio Filippo Ivaldi a Gadesco Pieve Delmona. 15 anni di racconti, storie, scrittori in fieri e aspiranti giornalisti. Sì, perché questo concorso ha l’intento di scoprire nuovi talenti letterari ed emozionanti racconti.

Ma chi è Filippo Ivaldi? In una semplice parola: un giornalista. Certo, ora appellarsi così pare poca cosa, si fregiano di questo titolo anche giovani bloggers che a malapena riescono a mettere insieme due congiuntivi. Ma Ivaldi, classe 1921, fa ancora parte di quella ristretta schiera per cui essere giornalista voleva dire avere grandi responsabilità, un forte spirito etico e una passione capace di far crollare ogni barriera.

E’ un giovane sottotenente di fanteria quando si unisce alla Resistenza Partigiana, entra a far parte dell’ottava brigata Garibaldi e combatte sulle colline dell’albese e dell’astigiano. Il suo nome di battaglia è “Aiace”. E con un passato di questo tipo, così intenso e significativo, come poteva la sua passione per la scrittura e la verità non trasformarlo in un valido ed impavido giornalista? Dopo la liberazione, infatti, il suo comandante Davide Lajolo, lo chiama a lavorare alla redazione de “L’Unità” di Torino.

Gli anni che seguono rappresentano per Ivaldi un periodo di forte arricchimento culturale: lavora fianco a fianco con figure di spicco come Raf Vallone e Paolo Spirano, scrittori come Italo Calvino e Cesare Pavese. Nel 1948 è nominato inviato speciale in Italia e all’estero per tutte le edizioni nazionali, assumendo un ruolo sempre più importante all’interno del giornale, tanto che nel ’52 vince il “Premio Saint Vincent” di giornalismo.

Nel ’56, dopo aver lasciato L’Unità, si trasferisce a Ivrea, chiamato da Adriano Olivetti, con il quale maturerà un rapporto di profonda stima e di amicizia. Inizia poi a lavorare per la “Sentinella del Canavese”, di cui è stato anche direttore, alla quale ha dati un importante contributo per oltre un trentennio. Il suo consolidato spirito civico lo portano anche ad avvicinarsi al partito repubblicano di Ugo La Malfa e a candidarsi alla Camera.

Nel suo curriculum non possono certo mancare due libri dedicati alle sue terre, quella d’origine e quella d’adozione. Monferrato e Canavese diventano così protagonisti di Gente di Collina e Il mondo in un paese.

Ma che c’entra quindi Gadesco in questa storia? C’entra eccome, perché una storia che si rispetti deve necessariamente far riferimento anche all’amore, o no? Durante il periodo torinese conosce Alba Arisi, una ragazza di Gadesco Pieve Delmona, trasferitasi per lavoro nel capoluogo piemontese.

Il legame con il territorio cremonese nasce da qui: nonostante i numerosi impegni, con l’adorata moglie non manca di frequentare assiduamente Gadesco, un legame che lo porterà negli ultimi anni della sua vita a trasferirsi in questo piccolo paese, tanto che alla sua morte, nel 1994, le sue spoglie verranno seppellite nella cappella della famiglia Arisi.

Con la morte, la sua penna non ha esaurito l’inchiostro e continua a raccontare il mondo attraversi gli scritti dei partecipanti al premio letterario di narrativa che il Comune di Gadesco Pieve Delmona gli ha dedicato, grazie anche al contributo e alla collaborazione della locale filiale di Cassa Padana e della Fondazione Dominato Leonense, che vede da sempre un proprio referente impegnato nella giuria che decreta i vincitori.

Per quest’ultima edizione sono pervenuti alla biblioteca del paese numerosi scritti da ogni parte d’Italia, a testimonianza della fama che nel tempo questo concorso si è conquistato.

Al primo classificato, la giuria di esperti assegnerà il premio di € 1.000,00 e la pubblicazione in volume dell’opera di cui riceverà 100 copie gratuite. Al secondo classificato, € 500,00 e la pubblicazione in volume dell’opera di cui riceverà 100 copie gratuite; al terzo classificato, la pubblicazione in volume dell’opera di cui riceverà 100 copie gratuite. La premiazione è aperta a tutti.

Durante la cerimonia di premiazione, domenica 15 maggio, verrà proiettato un breve ed interessante documentario sulla figura del giornalista, realizzato dall’ufficio I.T. Popolis di Cassa Padana, con il contributo dalla Fondazione Dominato Leonense, a conferma dello stretto legame fra queste due realtà, legate dalla volontà di evidenziare al meglio le potenzialità del nostro territori

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