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Mantova. Il Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio, scadenza 6 febbraio, è  un’iniziativa unica perché aperta, in due apposite sezioni, Vita di scienza e d’arte e L’Ozio degli attivi, alla poesia di autori noti o esordienti, così come a quella di persone ospiti di strutture protette.

Due ambiti creativi dialogano dunque tra loro e si alternano nella stessa pubblicazione, diversificate dal locus di appartenenza: aperto o protetto. Le comunità assistenziali, le carceri, le strutture riabilitative sono protette; protette le vite organizzate all’interno di queste geografie articolate in base a necessità di tutela, di riabilitazione, di assistenza. Luoghi assolutamente differenti, eterotopie.

Le due sezioni si connettono attraverso il linguaggio poetico, si carezzano, a volte si chiamano, in modi insoliti e sorprendenti: ne viene un ideale, sottile dialogo. Si spalancano le stanze chiuse e da queste salgono alla ribalta, accanto ai versi di chi scrive libero nel suo personale altrove, le poesie protette, confinate.

Nella scrittura lirica si tuffa chi è sempre e ancora curioso: l’attempato accademico, la studentessa lungimirante, l’impiegato fantasioso, l’operaia che vede oltre, il credente e il miscredente, con l’ultimo dubbio piantato nelle rispettive coscienze.

Anche chi è confinato risponde al richiamo antico, eppure aurorale della poesia. Anche coloro cui il destino ha riservato pesi straordinari da portare, vanno alla ricerca di composti e significati inusuali, di sprazzi luminosi che inseguono l’ignoto, in una eccezionalità del dire che re-inventa la realtà, che dice l’indicibile. Nel luogo della creatività poetica si crea uno spazio vuoto (assolutamente senza vincoli) nel quale si formula il linguaggio del singolo autore e sfumano i confini, cadono i muri.

La poesia vive e pulsa in una nicchia, è sospinta nell’angolo, certo, ma proprio per questo è alternativa, perciò è necessaria. Perché non vi sia un modo del dire unico e uniformato, ma tante modulazioni singolari e irripetibili della voce.

Umiltà, consapevolezza, senso di verità, riflessione, introspezione, studio, fantasia: sono questi i valori e gli strumenti della poesia: gli stessi che tutti coloro che scrivono versi declinano secondo le proprie singolari capacità al di là del luogo in cui sgorga la voce lirica. La poesia è un impegno artistico e intellettuale che proietta l’autore oltre sé, oltre il già scritto, di là della logica comune del dire. Fuori dal tempo e persino dai confini di una struttura protetta.

Il regolamento.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.