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Leno (Brescia) – Mercoledi’ 29 giugno, alle ore 15, in villa Badia a Leno viene presentata la mostra “Janello Torriani – Genio del Rinascimento” in programma dal 10 settembre al 29 gennaio a Cremona, con la partecipazione dei curatori della mostra Cristiano Zanetti e Cinzia Galli. Per iscriversi alla presentazione contattare la Fondazione Dominato Leonense al numero 331-6415475, le iscrizioni saranno accettate fino ad esaurimento posti.

Una presentazione in anteprima, dedicata al pubblico bresciano, della prima mostra mai dedicata al grande inventore cremonese Janello Torriani. Una vera riscoperta della figura emblematica di un genio europeo tra Rinascimento e Rivoluzione Scientifica. Una mostra che verrà allestita a Cremona negli spazi del Museo del violino, dal 10 settembre al 29 gennaio e che rende merito ad un genio creativo italiano “esportato” e apprezzato nell’’Europa del Cinquecento.

Torriani invito Torriani fu geniale ingegnere idraulico, matematico di corte e inventore acclamato, orologiaio di nomea universale, creatore di meravigliosi automi meccanici.
Un viaggio incredibile in un mondo di “machine” che esalta la capacità tutta italiana di produrre innovazione.

La mostra è promossa dal Comune di Cremona,  Fundación Juanelo Turriano, Fondazione Arvedi Buschini e Unomedia. Il suo nome è quasi sconosciuto, anche se in vita era spesso affiancato a quello di Archimede. Egli riuscì ad affascinare i due più potenti Sovrani del suo tempo, Carlo V e suo figlio Filippo II, che lo vollero al loro fianco, considerandolo un genio come per noi oggi è Leonardo da Vinci.

A differenza di Leonardo, Janello Torriani non sapeva dipingere, era uomo rozzo e tutt’altro che nobile, eppure le sue grosse mani da fabbro sapevano creare meraviglie che tutta l’Europa ambiva: meccanismi sofisticatissimi, gestiti da combinazioni meccaniche elaborate che a noi oggi sono garantite dalla tecnologia più avanzata.

Dalla sua mente e dalle sue mani uscivano orologi perfetti, nelle loro decine di funzioni, e bellissimi. Meravigliosi automi che suscitavano l’ammirazione e lo stupore delle Corti. Fu lui a elaborare le applicazioni della sospensione cardanica tutt’ora di uso quotidiano, ma che prese il nome da un altro, il Cardano appunto.

Quando sia nato nessuno lo può dire con certezza, si suppone verso il 1500. La leggenda racconta l’evento che si verificò nel preciso istante in cui Janello veniva alla luce: un fulmine squarciò il cielo per scaricarsi sull’orologio del Torrazzo. Come a presagire che quel neonato sarebbe stato indissolubilmente collegato al funzionamento degli orologi.

A quel tempo era mitico l’Astrario di Giovanni Dondi, ma il Torriani, su commissione di Carlo V, costruì il più complesso orologio planetario della storia mosso da circa 1800 componenti meccaniche chiamato Microcosmo. Fu infatti lui ad inventare la prima fresatrice per la costruzione delle ruote dentate. L’impresa richiese più di vent’anni per la progettazione e tre per la costruzione.

Non si tirava indietro davanti a nessuna sfida, neppure a ciò che pareva a tutti impossibile, come il sollevare le acque del Tago sino alla sommità dell’Alcazar di Toledo. Costruì infatti per il Re di Spagna la prima macchina ciclopica della storia che elevava acqua per cento metri di altezza (quasi come il Torrazzo di Cremona) portando 18 mila litri di acqua al giorno al castello reale lungo un percorso di 300 metri.

La fama di Torriani lo portò a partecipare alla riforma gregoriana del calendario: nessuno come lui conosceva la perfezione del tempo.

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La Redazione
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