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Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi il Recovery Plan – o Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19.

Il Piano si articola in 6 missioni, che rappresentano le “aree tematiche” strutturali di intervento e 47 linee di intervento.

Le risorse complessivamente allocate sono pari a circa 210 miliardi di euro. Per missioni la dotazione è così suddivisa: 45,38 mln di euro per digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; 35,9 mln per rivoluzione verde e transizione ecologica; 66,59 mln per infrastrutture per una mobilità sostenibile; 26,66 mln per istruzione e ricerca; 21,28 mln per inclusione e coesione; 18,01 mln per salute.

Il piano prevede che il 70% delle sovvenzioni verrà impegnato entro la fine del 2022 e speso entro la fine del 2023.

Gli incentivi a investimenti privati sono pari a circa il 21%. Il budget per le imprese si assottiglia rispetto alle precedenti bozze del PNR, ci sono 19 miliardi di euro per il Piano Transizione 4.0 (che verrà ritoccato già a fine gennaio), 2 miliardi per l’internazionalizzazione, 750 milioni per il settore della microelettronica, 800 milioni per il Fondo di Garanzia.

l testo del Recovery Plan approderà a breve alla Commissione Bilancio della Camera per poi arrivare in aula per metà febbraio.