Cremona- Profit e non profit possono dialogare in maniera proficua? Esiste un modo corretto per far si che queste due realtà operino di comune accordo per il bene della comunità? Queste sono state le domande chiave alle quali i relatori del convegno organizzato dal Cisvol, giovedì 6 novembre, hanno tentato di dare una risposta.

La prima risposta concreta, sul campo, è senza dubbio il fatto che la giornata è stata creata in collaborazione con il Comune di Cremona, Fondazione Comunitaria, Azienda Sociale Cremonese e Cassa Padana Bcc, quindi già di per se un esempio di collaborazione fra i due mondi.

Convegno Cisvol del 7/11/14 - Profit non profitI relatori erano tanti, da Giorgio Reali, presidente del Cisvol cremonese, a Luigi Pettinati, direttore di CassaPadana Bcc, Massimo Rivoltini, noto imprenditore e presidente di Confartigianato, Guido Bellini dell’associazione Famiglie Numerose, Florio Biasio della ditta Happy, sponsor di una nota squadra locale di basket ed azienda molto impegnata nel sociale, Federica Negri per MEDeA, Mauro Platè, assessore al Welfare per il Comune di Cremona… e molti altri.

Il senso del convegno? Di fronte al progressivo diminuire delle risorse pubbliche e all’aumentare dei bisogni è necessario costruire dal basso, unendo le forze, cercando nuove forme originali e innovative di welfare.

Importantissimi sono stati i casi concreti presentati dai relatori, la necessità più urgente è infatti quella di aprire un po’ a Cremona la questione di far rete fra la pluralità di soggetti che sono stati chiamati ad intervenire al convegno. Lavorare insieme nel tempo non è facile. E’ usurante. Richiede alte dosi di disponibilità e umiltà. Ma la consapevolezza diffusa di doverlo fare, oltre a qualche esempio riuscito, è già un bel primo passo.

Sarebbe utile ritrovare questi attori fra un anno, per verificare i nuovi esempi di collaborazione nati grazie al convegno messo in campo dal Cisvol. Le premesse sono buone, incrociamo le dita.