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Cremona. Entra nel vivo il progetto rivolto ai giovani affetti da disturbo dello spettro autistico, in particolare da Sindrome di Asperger. Difatti dopo la presentazione dello scorso novembre il progetto A&W Aspergers@Work, nato in seno all’associazione Piper, sostenuto da Cassa Padana, è ora in fase di attuazione in collaborazione con l’ufficio Informagiovani di Cremona.

Innanzitutto cos’è Aspergers@Work? Aspergers@Work, è un progetto scientifico sperimentale, caratterizzato da un elevato rigore metodologico. Ha lo scopo di cogliere e sviluppare le capacità speciali delle persone con autismo, per un inserimento nel mondo del lavoro. Gli obbiettivi messi gioco sono principalmente: cambiare, in meglio, la qualità della vita delle persone Asperger e delle loro famiglie. Proporre alle aziende un metodo per valutare i profili professionali, cambiando punto di vista e di osservazione. Progettare colloqui di lavoro che diano a tutti le stesse possibilità.

Da quest’ultimo punto che entra nel vivo il progetto, i candidati, ad oggi 10, inizieranno i colloqui di valutazione e orientamento il 2 aprile dalle ore 9 alle ore 18 presso gli spazi dedicati all’informagiovani in visto di un workshop in programma per venerdì 5 aprile alla Sala Zanoni via del Vecchio Passeggio 1, tenuto dai ricercatori della Cattolica e dedicato, in particolare, alle aziende che desiderano capire meglio sia il progetto sia la neurodiversità. L’iscrizione è gratuita, può partecipare chiunque fosse interessato iscrivendosi sul sito dell’informagiovani nella sezione dedicata allo yungle context.

Già si sta preparando un evento di divulgazione del progetto per le scuole superiori di Cremona che si dovrebbe tenere presso il Seminario Vescovile il 3 maggio prossimo e che utilizzerà la rappresentazione teatrale. Nella stessa convention, in relazione alla continua la ricerca di fondi per sostenere l’attività, ci sarà la presentazione dell’iniziativa a diverse organizzazioni no profit.

Il progetto Aspergers@Work nasce dal desiderio condiviso di promuovere nuove pratiche di inclusione sociale e lavorativa che abbiano un impatto positivo per tutti i soggetti protagonisti, dai partecipanti diretti e indiretti, fino alle aziende partner e al contesto comunitario territoriale e non limitato ad un solo ambito lavorativo (l’informatica) ma a più settori.

Per questi ultimi, i cosiddetti “ad alto funzionamento” il problema diventa quasi paradossale, pur avendo spesso altissime potenzialità intellettive, se non veri e propri talenti in alcuni specifici campi, queste qualità non vengono riconosciute e rispettate nelle loro particolarità sensoriali, comportamentali, cognitive ed emotive. Per i datori di lavoro rappresenterebbe invece un arricchimento, perché queste persone sono dotate di abilità specifiche e capacità a lavorare ad alti livelli. Rappresentano poi una forza lavoro che sarebbe molto utile alle imprese in un momento come questo di uscita dalla crisi. Senza tralasciare gli effetti benefici e sulla qualità di vita della famiglia.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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