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Cremona. Impegno, dedizione, responsabilità, coinvolgimento e non arrendersi mai difronte alle difficoltà, sono solo alcune delle virtù richieste per raggiungere un risultato, ma nel caso dell’associazione Occhi Azzurri Onlus c’è un valore aggiunto: l’amore dei genitori per i propri figli. Se poi un figlio ha dei problemi lo stimolo non fa che moltiplicare l’impegno e la passione.

È stato inaugurato lunedì 16 luglio il “Centro estivo rivolto a bambini con disabilità del neurosviluppo” presso la scuola dell’infanzia S. Abbondio nel centro della città. Accoglie per quest’anno 17 bambini con problematiche legate ad autismo o disabilità del neurosviluppo, per quattro settimane sino al 10 agosto saranno seguiti da 15 educatori e due assistenti per la piscina, un rapporto da uno a uno perché possano beneficiare delle attività abilitative e ludiche in programma, con l’intento di dare continuità al percorso abilitativo nel periodo estivo che solitamente vede una sospensione delle attività affini alle patologie.Un progetto non facile da realizzare, un sentiero tutto in salita per la neonata associazione Occhi Azzurri, una montagna da scalare con infinite difficoltà: economiche, logistiche, scelta e formazione del personale, responsabilità, solo per citarne alcune. Ma la “cordata” Occhi Azzurri ha saputo in questi mesi di frenetica preparazione e realizzazione del progetto salire la montagna con caparbia ostinazione e orgoglio.

Iniziando dal “capocordata” Orlando, affetto sin dalla nascita da una patologia talmente rara che non ha un nome scientifico, che ha dato lo stimolo ai meravigliosi genitori Silvia e Filippo che hanno saputo tenere salda la cordata, assicurando la buona riuscita del progetto sostenuto da benefattori e dall’affetto degli amici.

La proposta del centro estivo era stata presentata a marzo di quest’anno, in un mese erano arrivate all’associazione tantissime richieste di adesione, a cui ha fatto seguito un colloquio per favorire la scelta in base alle esigenze, ai bisogni dei bambini e delle famiglie. Una prima risposta che ha evidenziato la carenza di strutture e di progetti sul territorio e l’effettivo bisogno di proposte concrete che aiutino i bambini e le loro famiglie.A seguito e in pochi mesi sono state portate a termine, con un lavoro certosino di mamma Silvia, una serie di incontri con i genitori per calibrare le esigenze e le attitudini di ogni singolo bambino, un corso di aggiornamento per le educatrici sotto il coordinamento del professor Serafino Corti, psicologo della disabilità. La parte logistica, tra cui l’istallazione di una piscina a scopo ludico e riabilitativo e non per ultimo il reperimento dei fondi necessari per tutelare la gratuità della partecipazione, sono state le mansioni affidate a papà Filippo.

Una famiglia, quella di Orlando, che ha saputo rielaborare la sofferenza e l’angoscia di genitori facendole diventare uno stimolo per avviare un progetto di ampio respiro, con idee in continua crescita che sta creando una solida base di coinvolgimento e partecipazione con l’intento primario di migliore la vita dei figli e nello stesso tempo arricchire la società e il territorio.

Ora che tutto è pronto e curato nei minimi particolari: si può partire. Da lunedì 16, con frequenza settimanale e giornate a tempo pieno dalle 8 alle 17, il progetto è in pieno svolgimento, un’estate accrescente per i 17 bambini che troveranno nel centro estivo un luogo protetto e nello stesso tempo aperto a nuovi stimoli, importanti e necessari per la loro crescita.Occhi Azzuri Onlus è un’organizzazione di volontariato nata dall’esigenza di una famiglia di affrontare una patologia genetica rara di cui è affetto Orlando, loro figlio. Nelle finalità ci sono l’aiuto ai bambini con patologia affine, la raccolta fondi per la ricerca, eventi per il sostegno alle famiglie e il fare rete con i vari soggetti per realizzare progetti di crescita ed inclusione sociale dei bambini affetti da patologie rare.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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