Brescia. La pandemia ha bloccato anche loro i “Dottori claun di Risvegliati VIP”. Hanno sospeso a malincuore, per ora, la loro inesauribile voglia di regalare sorrisi, perché i dottori claun sono quelli che negli ospedali vanno a portare la terapia del sorriso a piccoli ed adulti. Indossando camici bianchi coloratissimi e contribuiamo a rendere più agevole la degenza e l’uso delle terapie mediche sui malati. I nasi rossi sono in lock down da coronavirus, ma sempre attaccati alla valigia dei giochi pronti a ripartire. Regalare un sorriso è la loro mission da volontari Claun di Risvegliati VIP; confederati alla federazione VIP (ViviamoInPositivo) Italia Onlus di Torino fondata nel ’97.

In questo periodo triste per tutti il loro pensiero positivo è rivolto, oltre che ai piccoli e grandi pazienti, soprattutto ora a tutto il personale ospedaliero, a cui hanno scritto una lettera.

“A tutto il personale ospedaliero.

È una sera come tante altre. Con un gruppo di amici claun dell’Associazione “Risvegliati V.I.P. Brescia OdV”, oggi pomeriggio, ho condiviso il servizio nei reparti dell’ospedale.

Mentre ci cambiamo e ci prepariamo per tornare a casa, parliamo dell’incontro particolare avvenuto in una camera, della chiacchierata fatta con un papà lungo il corridoio di un reparto, del gioco di magia che ha incantato gli occhi di quel bambino, dello sguardo di accoglienza ricevuto da una mamma, dell’inaspettata partecipazione di un nonno.

Condividere le nostre emozioni, i momenti belli e le situazioni pesanti vissuti durante il servizio, ci aiuta ad alleggerire il cuore ed a crescere sempre, nonostante tutto!

Protagonisti non secondari dei nostri racconti, appaiono sempre anche gli infermieri, che ci accolgono in reparto con sorrisi aperti e ci “presentano” i piccoli e grandi pazienti; i medici, che spesso si prestano a giocare con noi; gli operatori che ci guardano con sguardo complice e disponibile. La nostra Missione riesce ed ha significato solo se giocata sulla collaborazione con tutto il personale che incontriamo, con tutti voi che riuscite a trasformare in “casa” le fredde pareti delle stanze dell’ospedale.

Questa sera non è come tutte le altre: oggi non abbiamo fatto servizio e non ci siamo visti. I messaggi in chat, le telefonate, le video chiamate si alternano e si inseguono: l’illusione che tutto sia come sempre aiuta a controllare l’ansia, a superare la paura e a coltivare la Speranza che tutto possa in fretta sistemarsi.

Siamo tristi: rispettare le direttive ministeriali ha anche voluto dire rinunciare al nostro volontariato e non poter portare i nostri colori ai bambini ricoverati in ospedale.

Ricordare le esperienze vissute insieme nel passato però aiuta e, spontaneamente cominciamo a parlare dei servizi condivisi, degli incontri fatti, degli abbracci ricevuti, dei sorrisi scambiati e, di nuovo, parliamo di tutto il personale sanitario. Pensiamo ai vostri volti che abitualmente incontriamo nelle corsie dell’ospedale; vi immaginiamo adesso con le mascherine sul volto, i corpi stanchi, i nervi tesi, gli occhi carichi di dolore e di lacrime trattenute, il cuore pieno di paura e di preoccupazione per voi e per i vostri pazienti …

Lo dobbiamo ammettere: ci sentiamo impotenti, noi, che tentiamo di donare un sorriso a tutti coloro che incontriamo, vorremmo, in questi giorni, donarlo a tutti voi, che da ormai troppo tempo, vivete una situazione più grande e più grave di quanto noi possiamo riuscire ad immaginare.

Pensiamo a voi infermieri ed alla vostra grande umanità; a voi medici ed alla vostra competenza; a voi tecnici che con professionalità sottoponete i malati ai diversi esami clinici; un pensiero a voi asa e oss  che con la vostra pazienza vi prendete cura dei degenti; a voi che lavorate in cucina ed alla vostra fatica nel preparare e distribuire i pasti; a voi autisti ed accompagnatori delle ambulanze (molti dei quali volontari come noi) ed alla vostra disponibilità nel trasferire i pazienti dalla loro casa all’ospedale e, lo vogliamo sperare, anche nel riaccompagnarli a casa alla fine della loro degenza; a tutto il personale che si occupa delle pulizie affinché sia tutto sterile e pulito; a voi impiegati negli uffici ed alla vostra precisione nell’organizzare e gestire tutti i servizi; a voi dirigenti ed alla vostra lungimiranza nell’ipotizzare scelte di intervento e nel programmarne la realizzazione.

Compiti diversi, incarichi diversi, funzioni diverse, ma accomunati dalla stessa passione e dallo stesso amore per la Vita.

Purtroppo, non possiamo venire direttamente a portarvi un po’ di leggerezza, ma vogliamo comunque farvi sentire la nostra vicinanza, il nostro supporto, il nostro affetto, la nostra infinita ammirazione. Dai nostri cuori, nasce spontanea una parola, semplice, ma, allo stesso tempo, profonda ed importante: GRAZIE a tutti voi, a ciascuno di voi, per il grande impegno e la delicatezza con cui ogni giorno vi piegate su tutti i pazienti per “accarezzarli” e per rendere più dolce ed efficace possibile la loro permanenza in ospedale.

La nostra Associazione ha già aderito con una donazione alla campagna “AiutiAmo Brescia”; alcuni di noi lo hanno fatto anche personalmente, nella speranza che tutti i finanziamenti raccolti possano facilitare il vostro lavoro, ma ci sembrava doveroso mandarvi anche queste semplici righe, con la speranza che per voi diventino fonte di forza, vi aiutino a sopportare la fatica di questo doloroso periodo e diano valore al vostro prezioso lavoro.

Quando tutto questo sarà solo un brutto ricordo, vi guarderemo con maggiore ammirazione, piangeremo con voi…e sorrideremo con voi.

Ci auguriamo che il nostro GRAZIE raccolga la voce di tutti i bresciani e possa trasformarsi in un timido sorriso sul volto di ciascuno di voi!

Un abbraccio forte!”

I claun “Risvegliati V.I.P. Brescia OdV”

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.