La ludopatia non è solo un fenomeno sociale, ma una malattia che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse con gravi conseguenze personali e sociali. Nel cervello del giocatore si accende un interruttore che porta il ludopatico a sfidare continuamente la fortuna attraverso slot, videolottery, lotto, gratta&vinci, poker, scommesse, bingo o altro, dopo aver provato l’ebbrezza di una vincita, piccola o grande che sia. Per pochi euro si riducono in povertà intere famiglie. Nel 2015, in Italia, si contano circa 790mila malati dipendenti dal gioco, mentre un milione e 750mila è considerato a rischio patologia. Si tratta perlopiù di disoccupati, casalinghe, pensionati e, purtroppo, tantissimi ragazzi e giovani, che già dall’età infantile risultano contagiati dalla dipendenza dal gioco.

Secondo un recente studio di Codacons, il 50% dei disoccupati italiani presenta forme più o meno gravi di ludopatia, con il 17% dei pensionati colpiti, il 25% delle casalinghe e il 17% dei giovanissimi.

I ragazzi tra i 15 e i 18 anni aumentano con una media del 13% all’anno mentre sono 400mila i bambini tra i 7 e i 9 anni che risultano contagiati dalla dipendenza del gioco. È evidente come questo “fenomeno” possa essere considerato un “disturbo di salute pubblica”.

Desenzano del Garda (Brescia) – Il Garda bresciano scende in campo contro le ludopatie e lo fa attraverso un progetto condiviso da numerosi soggetti del Distretto 11: oltre a 17 Comuni del Distretto, la Fondazione Servizi Integrati Gardesani, l’Unione Comuni della Valtenesi e la Comunità Montana Alto Garda si stanno impegnando per prevenire e curare quello che è a tutti gli effetti un “disturbo di salute pubblica”. Alla cooperativa “SMI Gli acrobati” è stato affidato l’incarico di gestire gli interventi previsti per il progetto, che ha una durata temporale di un anno.

Presso il palazzo comunale di Desenzano del Garda, ente capofila dell’iniziativa, il 26 ottobre 2015 è stato presentato il programma del progetto.
Elaborare strategie preventive, di informazione e sostegno affinché i cittadini siano in grado di conoscere, evitare e/o contenere eventuali attività connesse al gioco d’azzardo”: questa è la finalità espressa nel progetto, che ha ottenuto un contributo regionale di 50mila euro su un totale di spesa stimata di 64mila euro, nel bando BURL n. 27 del 30 giugno 2015 (“Progetti contro le ludopatie, a tutela del risparmio e per prevenire le truffe”).

L’obiettivo primario, afferma il sindaco desenzanese Rosa Leso, «è di costruire una rete di collaborazione tra enti pubblici, associazioni e scuole del territorio gardesano, al fine di condividere una linea d’intervento unica in ambiti prioritari per la prevenzione delle ludopatie. Grazie al finanziamento regionale, potremo agire a livello distrettuale e disporre di strumenti efficaci per la prevenzione, l’individuazione e il sostegno al problema».

Dalle parole si è già passati ai fatti. È già stato effettuato un primo intervento di sensibilizzazione e divulgazione dell’iniziativa, in occasione della Festa delle Associazioni dello scorso 27 settembre a Desenzano, tramite uno stand informativo e la presentazione curata dal presidente dello “SMI Gli acrobati”.
Nei mesi scorsi sono stati avviati contatti con gli istituti comprensivi e con gli istituti superiori del territorio gardesano, per pianificare gli interventi formativi rivolti agli insegnanti e agli alunni. Per i ragazzi delle scuole medie, considerata la giovane età, gli interventi toccheranno anche i temi sulla dipendenza da videogiochi e sull’uso di internet e degli smartphone.

Finalità del progetto è anche quella di rafforzare le competenze di vita, insistendo sul valore del denaro, sui valori del benessere personale e sociale, sull’assertività e sull’importanza delle relazioni. I cittadini del territorio verranno informati della presenza di sportelli di sostegno per soggetti a rischio (di prossima apertura) e di servizi di cura specialistici presenti sul territorio.

Le tre sedi individuate per gli sportelli di ascolto, orientamento e sostegno dei famigliari sono:

  1. nel Comune di Padenghe per l’Unione Comuni della Valtenesi
  2. a Sirmione per il basso lago
  3. nella sede della Comunità Montana per la zona dell’alto lago.