Ferrara – Metti una sera un gruppo di ragazze e ragazzi che ballano e suonano sul palco. Aggiungi una storia d’amore (scritta da chi sta firmando questo articolo), le musiche dei cantanti italiani più amati (Negrita, Elisa, Fiorella Mannoia, Alex Britti) e un obiettivo di solidarietà (nei confronti dell’associazione Giulia onlus alla quale sarà devoluto il ricavato della vendita dei biglietti). Infine raggruppa gli ideatori (la filiale Cassa Padana di Ferrara e il Jazz Studio dance di Ferrara). Avrai “ML, io non ho paura”: un musical sulla forza della passione.

musical_ML_LOCANDINA la prima di questo musical tutto made in Cassa Padana è andato in scena il 4 giugno al Teatro Comunale. Ma altri spettacoli sono in calendario per i prossimi mesi.

Un appuntamento originale per una banca di credito cooperativo. Anche perché ha coinvolto decine e decine di giovani artisti ferraresi che hanno messo a disposizione il proprio talento per aiutare l’associazione Giulia Onlus per i bambini oncologici del territorio ferrarese.

Ma torniamo al musical, presentato a maggio in Comune, e ai suoi protagonisti.
Mattia detto Gelo. Gelo è Brad Pitt, Jude Law, Cesare Cremonini, Stefano Accorsi…

Non è tanto una questione di bellezza (certo che è bello), quanto di faccia “da sberle”.
Con uno del genere i guai non sono solo un’opzione… eppure i guai ogni tanto si fanno, e pazienza.

Lalla….Lalla è una ballerina dolce, solare, bella, brillante. E intelligente: in condizioni normali uno come Gelo nemmeno lo prende in considerazione. In condizioni normali però…. E siccome non sempre siamo “normali”, può benissimo accadere anche ad una “sveglia” come lei di aver voglia di avventura, e di lasciarsi avvicinare da un “poco di buono” come Gelo. E può succedere allora che una sera, in un locale, i due si conoscano, si attraggano e lascino “correre” la passione.

Questa non vuole essere una storia con personaggi buoni da una parte e cattivi dall’altra. Lalla non è la “buona” e Gelo non è il “cattivo”. Non c’è bianco e nero; piuttosto toni di grigio. Gelo si innamora a prima vista, Lalla all’amore nemmeno ci pensava, e deve cambiare città perché è stata ammessa a un’importante accademia di danza.

Lalla forse non si è innamorata di Gelo (non ancora in ogni caso) e tra lui e il ballo non vorrebbe dover scegliere (anche se in realtà questa è una bugia: ha scelto il ballo, meglio che Gelo non glielo chieda). Gelo però è un poco di buono, e soprattutto non è abituato al ruolo di “vittima” in amore, e quindi reagisce male, al punto che una sera, nello stesso locale in cui si erano incontrati, rivede Lalla e la colpisce al viso. Violentemente. E non è solo il male fisico, perché la violenza del gesto entra anche nella testa e nel cuore di Lalla.

Ed ecco quindi che nello spettacolo c’è un momento “forte”: lo schiaffo violento con cui Gelo colpisce Lalla. Rappresenta la violenza in genere; in sé non sarebbe poi nemmeno così tanto grave, anche perchè non viene seguito da nessun altro gesto del genere.

Una mia amica dopo aver letto il copione mi ha fatto notare che “se tutti gli uomini violenti fossero così, che ti menano la prima volta tu li mandi a quel paese e loro “a quel paese” ci vanno davvero, non ci sarebbe bisogno delle associazioni di tutela delle donne.

Purtroppo invece la regola è diversa: questi uomini continuano a tormentare la loro vittima, altro che andarsene…”. Quindi Gelo in realtà non è poi così cattivo (anche se nessuno lo scuserà per quello che ha fatto). Soffre per amore e perde la testa, comportandosi da perfetto idiota.

ML non ha l’ambizione di diventare uno spettacolo contro la violenza sulle donne. Vuole essere solo una storia d’amore, che quasi all’improvviso e “per sbaglio” è incappata nello schiaffo di Gelo a Lalla. E allora, visto che questo schiaffo era stato dato, non ci restava altro da fare che decidere come continuare la storia…

Ci siamo chiesti: “e ora che si fa?” Come la continuiamo una storia così? Facciamo come a Hollywood, in cui “l’eroina” lotta per il suo amore e il cattivo si “redime” fino all’inevitabile “lieto fine”? Assolutamente no. Non siamo mica ad Hollywood…

Forse perché abbiamo figlie che crescono, ci piaceva di più un altro messaggio: Lalla è abbastanza forte da superare tutto questo, soprattutto con l’aiuto di sua sorella maggiore, ballerina come lei (altro messaggio che ci piaceva: occorre una rete di affetti “forti”: sorelle, madri, amiche, non importa, per affrontare questo genere di guai, perché da sole forse diventa troppo difficile).

Ci piaceva che piano piano Lalla (grazie a sua sorella) capisse che in realtà un grande amore non può mai nascere sulla prevaricazione e sulla violenza. E se il desiderio di riprovare, di perdonare, di ricominciare insidia i pensieri di Lalla, è perché il cuore ci inganna e spesso altera i ricordi, facendoci ricordare solo ciò che più gli pare e piace.

Ed infine, ci piaceva che Lalla potesse credere che il tempo è un prezioso alleato, e che giorno dopo giorno, inevitabilmente, il ricordo di Gelo sarebbe svanito, dettaglio dopo dettaglio, e lei avrebbe potuto ricominciare da capo. Questa parte ci piaceva così tanto che abbiamo deciso di inserire nello spettacolo uno spezzone del film French Kiss, in cui Kevin Kline spiega questo concetto ad una sofferente (per amore) Meg Ryan.

Dopo basta. E’ e resta un musical, e quindi lo spazio e l’attenzione del pubblico dovranno andare ai ballerini, ai musicisti (sul palco assieme ai cantanti, a suonare dal vivo tutte le canzoni, riarrangiate), alle scenografie e – in sintesi – alla magia che vorremmo creare.Se tutto andrà come speriamo, il pubblico uscirà dal teatro con gli occhi ancora pieni di balletti, di immagini, le orecchie piene di buona musica, il tutto tenuto insieme da una trama d’amore che ha sì un lieto fine, ma un po’ meno scontato del solito.E noi ce ne torneremo a casa contenti.