La banana è il quinto prodotto agricolo al mondo, ma è soprattutto un affare, nel 1995 il commercio mondiale ha superato i 14 miliardi di lire.

Quasi tutto il ricavato resta a tre grandi multinazionali, Chiquita, Dole e Del Monte, che controllano il 65% circa dell’export. Esse lasciano ai produttori solo le briciole.

Secondo l’Efta, le grandi compagnie riescono ad imporre ai piccoli produttori prezzi al di sotto del minimo stabilito dalla legge, riuscendo anche a pagare una scatola un solo dollaro, la stessa scatola che in Europa viene rivenduta dai grossisti a 25 dollari.

La produzione destinata a noi avviene maggiormente nelle piantagioni latinoamericane,dove i coltivatori sono spesso sottoposti a bassi salari, e scarsa sicurezza sul lavoro, l’associazione inglese “Banana Link” sostiene anche che la colonizzazione di terreno da parte delle compagnie bananiere abbia cacciato le popolazioni indigene.

A questo bisogna aggiungere i pesticidi necessari per ottenere grossi raccolti senza difetti, a costo di inquinare l’ambiente circostante mettendo in pericolo la vita di chi ci lavora.

Da cosa è determinato il prezzo della banana?? Ecco in percentuale le determinanti del prezzo del frutto tropicale.

La manodopera contribuisce alla determinazione del prezzo solo per il 5,5%, mentre il 2,6% appartiene ad un’imposta governativa.

Le operazioni principali controllate dalle multinazinali sono due:

– le spese: sia di produzione (per l’11,8%) che di trasporto (per il 18,7%);

– i profitti: di maturazione per il 21%, di commercializzazione per il 6,6% e di produzione per il 2,2%.

Il restante 31,6% del prezzo è rappresentato dal sovrapprezzo dei dettaglianti.