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Dodici metri di legno intagliato con precisione maniacale e maestria indiscutibile hanno regalato ad un artista cinese il Guinness World Record per la scultura su un pezzo unico di legno più grande al mondo.

Tra i nodi e le venature del maestoso tronco, il maestro intagliatore Zheng Chunhui ha riprodotto uno dei dipinti più famosi della Cina, un capolavoro che, per bellezza e notorietà viene denominato “La Gioconda Cinese”.

L’opera in questione, alta appena 25 centimetri ma lunga ben 25 metri,  è intitolata  “Lungo il fiume durante il Festival Qingming”. Il dipinto, realizzato 1000 anni fa e attribuito all’artista Zhang Zeduan, cattura in una meravigliosa istantanea, la vita quotidiana della gente dell’epoca e dona una visuale completa e panoramica della capitale dell’epoca, Bianjing, la Kaifeng di oggi, durante una festa storica  in onore degli antenati, il festival Qingming appunto, che cade il 104° giorno dopo il solstizio d’inverno.

Il lunghissimo dipinto di Zhang Zeduan, intitolato "Lungo il fiume durante il Festival Qingming"
Il lunghissimo dipinto di Zhang Zeduan, intitolato “Lungo il fiume durante il Festival Qingming”
Un dettaglio de "Lungo il fiume durante il Festival Qingming"
Un dettaglio de “Lungo il fiume durante il Festival Qingming”

Zheng Chunhui ha voluto mettere alla prova se stesso e,  dopo quattro anni di intenso lavoro, ecco comparire dal legno grezzo, riprodotti in incredibili miniature, più di 500 uomini, 28 navi, 60 animali, 30 edifici, 20 veicoli, 9 portantine , e 170 alberi, il tutto all’interno di un unico tronco lungo 12 metri, alto 3 e dal diametreo di 2,4.

Un lavoro immane, di incredibile impatto scenico, che, a seguito di  minuziose misurazioni e verifiche da parte dei giudici del Guinness World Record, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento, a Fuzhou, nella provincia di Fujian, dove è momentaneamente esposta la monumentale scultura.

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Stile Arte
Stile arte viene fondato, a Brescia, nel 1995 da una giovanissima équipe di storici dell’arte e giornalisti culturali, guidati da Maurizio Bernardelli Curuz. Il gruppo si autofinanzia e, nel volgere di meno di un anno, grazie a una nuova modalità di affrontare l’arte, rifiutandone i luoghi comuni, si sviluppa un periodico di grande valore e di indiscussa autorevolezza.

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