Modena. Ultima perfezione è la mostra personale dell’artista Quayola che la Fondazione Modena Arti Visive presenta  nelle sale superiori di Palazzo Santa Margherita dal 18 settembre al 10 gennaio prossimo, a cura di Daniele De Luigi e prodotta da FMAV in collaborazione con la galleria Marignana Arte di Venezia. La mostra, che apre in occasione del festivalfilosofia 2020 dedicato al tema “Macchine” (18-20 settembre 2020), è la prima personale dell’artista in un’istituzione italiana ed è il risultato della partecipazione di Fondazione Modena Arti Visive all’edizione 2019 del Premio Level 0 di Art Verona, che ha coinvolto 13 dei principali musei e istituzioni d’arte contemporanea italiani.Quayola si confronta con la tradizione artistica occidentale e la ripensa attraverso le più avanzate tecnologie contemporanee, a cui assegna un ruolo nuovo: non più strumento, bensì partner con cui confrontarsi ed esplorare nuovi possibili modi di lettura della realtà. La tecnologia, per l’artista romano, non è più assoggettata all’uomo, bensì complice nella formulazione di linguaggi inediti e quindi, per estensione, di nuove categorie che fanno ormai parte della quotidianità, del pensiero astratto e della sensibilità estetica dell’uomo contemporaneo.Su questa premessa antropologica Quayola costruisce la sua ricerca, in cui la pittura e la scultura degli antichi maestri costituiscono il punto di partenza. Tale approccio conduce a opere che si servono di supporti sia tecnologici che tradizionali, una scelta che permette di marcare il dialogo tra passato e presente. I media scelti dall’artista sono infatti stampe e sculture in diversi materiali, ma anche video, performance audiovisive e installazioni immersive, spesso in siti architettonici storicamente significativi.

La mostra ruota attorno all’idea di perfezione e al suo significato nella storia dell’arte occidentale. Ne Le vite di Giorgio Vasari questo termine ricorre spesso per indicare il raggiungimento dell’eccellenza da parte di pittori, scultori e architetti, nel rispetto dei canoni considerati universali di armonia e bellezza. Quayola ripercorre capolavori classici, moderni e barocchi applicandovi algoritmi che vanno alla ricerca di questi canoni, rimettendo in discussione principi fondamentali dell’attività artistica. Le regole codificate dalla storiografia e dalla critica vengono renderizzate in set di informazioni, tracce che tuttavia, nella lettura della macchina, assumono una valenza inedita e originano nuovi codici estetici.

In mostra sono presenti una video-installazione e quattro serie di lavori, due delle quali prodotte per l’occasione: una sequenza di sculture e un ciclo di incisioni su alluminio anodizzato, alcune delle quali entreranno a fare parte delle collezioni del disegno gestite da Fondazione Modena Arti Visive.

Davide Quayola (Roma, 1982) vive e lavora tra Roma e Londra. Questo ha fortemente influenzato la sua ricerca, che mira a instaurare una relazione tra arte classica e moderna e le nuove tecnologie. Ha esposto il proprio lavoro in numerose istituzioni internazionali.