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Marcheno, Val Trompia, Brescia. “Dall’autunno caldo a quel piovoso 28 maggio” titolo di una serie di incontri a Marcheno, un percorso storico, giudiziario e letterario da piazza Fontana a piazza Loggia.

Piove la mattina del 28 maggio del 1974, alle 10.12 un boato: è una strage! Piazza Loggia a Brescia rimarrà macchiata per sempre. 8 morti e 100 feriti. E’ passato quasi mezzo secolo dalla strage di piazza Loggia, l’enorme ferita che ha macchiato di sangue la piazza più bella di Brescia rimane aperta. Quasi mezzo secolo di iter giudiziario non ha saputo dare i nomi agli autori della strage.

Gli incontri di Marcheno ripercorrono le vicende e il clima di quegli “anni di piombo”, organizzati dall’ANPI e dalla Casa della Memoria con il patrocinio della Comunità Montana di Val Trompia.Piazza loggia

il programma:

venerdì 13 maggio Cronache di una strage” film – Marco Tullio Giordana, ore 20,30 presso l’auditorium scuole medie in via Madonnina;

venerdì 20 maggioUna stella incoronata di buio” – Benedetta Tobagi, ore 20,30 presso l’auditorium scuole medie in via Madonnina;

venerdì 27 maggioPiazza Loggia: storia di una strage” – Manilo Milani e l’avv. Silvia Guarnieri, ore 20,30 presso l’auditorium scuole medie in via Madonnina.

E’ difficile oggi immaginare il clima funesto di quegli anni. L’escalation di violenza innescata a Brescia nei mesi precedenti alla strage. Le tensioni sociali, le paure, i disordini, gli attentati alle sedi di partito e di sindacato, sino alla morte di Silvio Ferrari, giovane neofascista trucidato dal tritolo che trasportava sotto la sella della sua vespa. Il 1974 è stato un anno tragico. Il 4 agosto dello stesso anno il treno Italicus Roma-Monaco esplode in galleria vicino a Bologna: muoiono 12 persone. Una tensione che inserisce la strage di piazza Loggia in un quadro molto più ampio e sconcertante, non ascrivibile al solo attentato terroristico di colore politico.PiazzaLoggia-monumento

Benedetta Tobagi, figlia di Valter, giornalista assassinato il 28 maggio del 1980 dai terroristi della colonna XXVIII marzo, nel suo libro “Una stella incoronata nel buio” (Einaudi) tesse le trame con minuziosa perizia. Parole inquietanti come depistaggi, inquinamenti, complotti, cospirazioni, servizi deviati, si susseguono per tutte le tre inchieste. Provocano un senso di impotenza tra la ricerca della verità e il suo raggiungimento. Si rimane confusi, con uno sguardo fuori fuoco di fronte ai crimini occulti di un passato il cui fragore si propaga insoluto fino al nostro presente.

Nella Casa della Memoria, dove è stata raccolta tutta la documentazione della strage e non solo, Manlio Milani, fondatore e presidente, marito di Bottardi Livia Milani vittima della strage, non riposa mai. L’associazione promuove iniziative e mostre, collabora con altre onlus, istituisce borse di studio, gestisce la biblioteca e le attività culturali. Ma soprattutto contribuisce a fare storia per le future generazioni. Perché la memoria non si ritiri nei suoi luoghi più sotterranei per divenire oblio o contorcersi in revisioni fuori asse o sfuocate.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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