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Leno (Brescia) – A trottare erano gli asini, nella “festa operaia e patriottica” di Leno. Ad inizio di ottobre del 1909, questi quadrupedi facevano parte di un nutrito programma di avvenimenti, previsti per animare tale pubblica manifestazione in essere nel paese, dove, per l’occasione, le attrattive erano pure rappresentate da estemporanee luminarie accese e da quello spettacolo pirotecnico che, sullo sfondo di altrettanti evoluzioni luminescenti, vedeva in cielo tante altre luci sospese.

Un capitolo di storia locale, per questo territorio bresciano che, per il tramite della Società Operaia organizzatrice, faceva esplicito riferimento non solo a Leno, ma anche a Milzanello, come da chiara denominazione di tale sodalizio organizzatore, costituitosi, a suo tempo, a favore dei lavoratori, che, come anche testimoniato dall’edizione de “La Provincia di Brescia” del 3 ottobre 1909 si dava convegno nella propria località di riferimento, per onorare il proprio trentatreesimo anno di fondazione, unitamente al valorizzare una serie di aspetti utili per accompagnare le allora sue recenti attività in avvicendamento, poste a bilancio di giornate dove pare che le stesse fossero percepite nella fase di un’ancora utile e significativo assortimento.

Tra queste, la da poco avvenuta partecipazione all’Esposizione Internazionale di Milano del 1906, in relazione alla quale porre in condivisione la “grande medaglia d’argento di primo grado conseguita” in tale qualificata contingenza meneghina, mediante la sua presa in carico da parte di Luigi Bonazza, nella veste di presidente della “Società Operaia di Leno e di Milzanello”, a motivo delle pregresse referenze dell’associazione stessa che erano state dimostrate nel campo della previdenza e della cooperazione, fedele agli ideali del “mutuo soccorso”.

La ratifica dell’importante riconoscimento era avvenuto contestualmente alla consegna, durante quello stesso 3 ottobre del 1909, delle “medaglie ai veterani reduci dalle patrie battaglie“, assegnate ai combattenti di alcune campagne risorgimentali: Busi Luigi, Colenghi Giovanni, Galeni Gregorio, Godizzi Giovanni, Inselvini Battista, Losi Giuseppe, Morandi Giuseppe, Mor Pietro, Polloni Carlo, Romano Santo, Rossini Andrea, Smussi Domenico, Persini Antonio, che erano stati rispettivamente dotati di tale manufatto fra le note della “Marcia Reale”, in attuazione a quanto era stato deliberato dal Comune di Leno, avendo la municipalità affidato la realizzazione di tale commessa onorifica ad una ditta di Torino.

Aspetti, insieme ad altri, concretizzatisi in quella mattinata domenicale, scelta per l’iniziativa, che era incominciata, alle ore 9, “con il ricevimento ufficiale nelle sale del Municipio e vermuth d’onore“, proseguendo, appena dopo, al “Teatro Comunale”, nel quale, prima del “banchetto popolare” di mezzogiorno, era intercorsa la consegna delle accennate medaglie, nel sostanziare un evento che, nel prosieguo del programma, aveva anche previsto, nel primo pomeriggio, un “ricevimento delle Autorità e degli Ospiti nelle sale del Circolo di lettura” ed, a conclusione degli appuntamenti di quel giorno, il “concerto musicale diretto dal maestro sig. Stefanoni“, in serata.

Dalla conclusasi domenica, all’indomani, la medesima manifestazione, gravitante, ormai, nel lunedì seguente, pare fosse entrata nel vivo di una serie di proposte evasive, proprie, in prima mattina, di quella maggior spettacolarità di festa della quale risultavano emblematicamente rappresentative, grazie alla “sfilata della musica pel paese”, e nel resto della mattinata, attraverso le “corse al trotto e miste degli asini e sfilata pel paese dei suddetti” esemplari individuati per tali gare.

In seguito, pare abbia preso forma il notevole dispiegamento di una corale partecipazione, secondo lo spessore della parte pomeridiana dedicata, invece, all’agonismo sportivo di una diversificata competizione, affidata alle “Corse ciclistiche, provinciali, mandamentali e lenesi con ricchi premi tra i quali: bicicletta del valore di L. 200, medaglie d’oro del valore di L. 50. Denaro e oggetti di valore. Itinerario: Leno, Gottolengo, Pralboino, Ostiano, Cremona, Cignone, Guzzano, Dello, Brescia, Bagnolo, Leno: Km. 107; tempo massimo ore 4,30. Dalle 13 alle 17: Corse podistiche. Dalle ore 19 alle ore 22: Musica e distribuzione dei premi“.

Fra i sostenitori degli atleti sulle due ruote, anche la “ditta Piccoli Abele commerciante in biciclette”, alla quale si doveva il mezzo annunciato ad ambito riconoscimento del primo premio assegnato.

Diverso itinerario, quello dei vari discorsi, tenuti dalle personalità intervenute nella cerimonia del giorno prima, dei quali pure “La Sentinella Bresciana” del 4 ottobre 1909 ne recava una diffusa trattazione complessiva, con particolare riferimento al ruolo avuto dall’onorevole Pietro Frugoni (1847 – 1925), deputato della “Destra Storica” che era stato eletto proprio nel collegio di Leno, nelle elezioni dell’anno prima, come anche in quelle di quello stesso anno.

Il lavoro nobilita l’uomo ed è quello che lo designa all’altrui stima“, pare che abbia, fra l’altro, affermato questo esponente dell’allora Regio Parlamento Italiano, elogiando le iniziative sociali dell’epoca, come quelle promosse dalla locale Società Operaia di Mutuo Soccorso “che eleva la dignità dell’operaio. Questi, nelle disavventure delle malattie, nell’impotenza della vecchiaia non deve più chiedere alla altrui beneficenza il proprio sostentamento, ma può richiederlo come un suo diritto alla Società cui recò il contributo dei propri risparmi: la sua previdenza è così la fattrice della tranquillità con cui può più facilmente affrontare, lavorando, l’avversa fortuna. (…)“.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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