Crema- Lo scorso maggio è stata inaugurata, al Museo di Crema e del cremasco, la mostraTentazioni in scatola. All’interno del percorso museale sono presentate al pubblico alcune scatole d’epoca per dolciumi appartenenti alla collezione privata di Dolores ed Attilio Bianchi.

La mostra, che rimarrà aperta fino a domenica 26 luglio, è visitabile nei consueti orari di apertura del museo (martedì dalle ore 14.00 alle ore 17.30; dal mercoledì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.30; il sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30; la domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.00).

L’esposizione, il cui contenuto è in aperta consonanza con il tema dell’Expo 2015, – racconta l’assessore alla cultura Paola Vailati – fa un’analisi del mondo dei cibi e dell’alimentazione a 360 gradi, affronta la lunga stagione delle scatole di latta cromolitografate, contenitori per eccellenza dei dolciumi fra il 1860 ed il 1940.” Le utilizzarono, tra le altre, ditte come la Saiwa, la Venchi, la Lazzaroni, la Elah e la Delser, avvalendosi della collaborazione di primari esponenti del mondo artistico-pubblicitario nazionale quali Boccasile, Cappiello e Guerzoni.

Diffusesi nel corso dell’Ottocento, le scatole rivestirono un ruolo molto significativo nella storia industriale del tempo. Ricche di colori, decori ed immagini svolsero allo stesso tempo il ruolo di contenitore (diremmo oggi di packaging) e di vettore pubblicitario: quelle di piccole dimensioni erano destinate al consumo familiare e ad essere regalate, quelle più grandi riempivano gli scaffali delle drogherie e dei negozi, in cui il prodotto veniva venduto sfuso.

L’uso delle scatole di latta, tuttavia, non si esauriva una volta che il prodotto originale era finito: esse diventavano contenitori per oggetti vari nelle abitazioni, vivendo una nuova (e lunga) “seconda vita”.

Terminata la seconda guerra mondiale la tecnica cromolitografia, diventata troppo costosa, venne abbandonata e la maggior parte degli scatolifici si convertì ad altre produzioni industriali.

Le scatole allora prodotte sono arrivate fino a noi conservando intatto nel tempo il loro fascino, testimoni di eventi storici, artistici ed economici, ma anche di ricordi familiari ormai passati per sempre.