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Padernello, Brescia. “Meditazioni e medicazioni per una guarigione possibile, quando la malattia non è mortale” è il titolo di un coinvolgente incontro, perché riguarda la corsa della vita e della sua fine, al castello venerdì 11 ottobre alle ore 17.

È possibile coltivare tentativi di guarigione che vadano oltre il significato originario del “guarire” come un “mettersi in guardia”, cioè un salvaguardarsi dallo squilibrio che si manifesta nella malattia, e predispongano un guarire che guarda in avanti, verso la composizione di un diverso equilibrio? Il Circolo delle Lucciole invita a discutere il senso della guarigione a partire da una rilettura dialettica del rapporto tra salute e malattia, e dunque tra vita e morte. Seguendo il percorso tracciato dal pensiero di Italo Valent ci si dispone all’incontro con una guarigione che, per realizzarsi nella sua forma piena, comincia a farsi guarigione anche di sé stessa.

Si legge nel libro curato da Maria Rosa Tinti, che ripercorre il pensiero del filosofo Italo Valent: “La via della salute non è meno problematica di quella della salvezza, quando l’una e l’altra sono legate al duplice mito di una “restitutio ad integrum”, o originaria o futura, e all’eser¬cizio di una volontà e di una tecnica gravide di retroterra nichilistici.

Presa dentro la morsa vita-morte, la guarigione corre un crinale pericoloso. Per inseguire il nemico – la morte – essa può scivolare dall’altezza di una salva¬guardia virtualmente onnipotente verso pratiche impotenti di copertura e differimento.

Per pensare e coltivare la guarigione occorre guardare il negativo, prima ancora che guardarsi dal negativo. E confrontarsi vis-a-vis con la molteplici¬tà esperienziale della sofferenza, con l’ambivalenza di ogni sapere della cura, con la complessità culturale e sociale della malattia”

Intervengono Maria Rosa Tinti e Graziano Valent
con Paola Bonenti, Luca Bono, Michele Di Bona, Angela Forgione, Tina Rienzo,
Luca Soregaroli, Laura Tinti.

L’attore Armando Leopaldo legge alcuni brani del saggio
Dialettiche della guarigione di Italo Valent

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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