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Verona – Licola, litorale Domizio, provincia di Napoli. La spiaggia e il mare sono a due passi dalle campagne. Il luogo è desolato. Muretti di cemento, immondizie abbandonate, ricordi della insana avventura edilizia, ovviamente abusiva, degli anni Sessanta, separano la strada dalla spiaggia. I cani arrivano silenziosi, quasi non te ne accorgi. Sono tanti. Hanno fame. Uno zoppica. Una femmina è incinta. Qui il randagismo italiano si tocca con mano.

A contrastarlo, come in tutto il Sud e in buona parte dell’Europa, ci sono solo volontari. Qui c’è l’associazione animalista Oreste Zevola che prende il nome da un artista, scomparso pochi anni fa, che ha dedicato tempo e denaro alla cura degli animali.

Uno dei progetti dell’associazione, che si chiama #nonunoditroppo ed è iniziato lo scorso giugno, è il primo intervento nel sud Italia finanziato da Save The Dogs, associazione fondata dalla milanese Sara Turetta che dodici anni fa si è trasferita in Romania per dare una vita più giusta e vera ai randagi rumeni.

In Italia si stimano tra i 500-700 mila cani randagi, concentrati nelle regioni del Sud. Cani vaganti alla ricerca di cibo e rifugio che sono stati abbandonati o sono nati da animali in libertà.

Ma sono numeri che rischiano di crescere perché se sempre più italiani desiderano avere animali domestici – e questo è il lato positivo – il commercio illegale dei cuccioli sta vivendo un periodo di grande prosperità. In Italia come in tutta Europa. Cuccioli che vengono acquistati che poche decine di euro, spesso malati, che magari non vengono curati e presto abbandonati.

Perché assistiamo ogni giorno a simili contraddizioni? Cosa si può fare per risolvere con efficacia questo problema tutelando gli animali? Visto che si può, come ci dimostra l‘Olanda, paese dove il randagismo non esiste.

Si parlerà di questo tema importante e spinoso, in Italia e in Europa, durante l’incontro
Conoscere e contrastare il randagismo. L’esperienza di Save the Dogs and other Animals raccontata da Sara Turetta, presidente dell’associazione Save the Dogs,  e organizzato da UsAcli con il patrocinio del Comune di Verona.

Tra i relatori, insieme a Sara Turetta, oggi impegnata anche in un progetto di contrasto al randagismo nel sud Italia, interverranno Romano Giovannoni, presidente Enpa Verona, Massimiliano D’Errico, comandante guardie ecozoofile Oipa Verona, e la giornalista Macri Puricelli, autrice, insieme a Ilaria Innocenti (Lav) del libro-inchiesta La fabbrica dei cuccioli, edizioni Sonda, che denuncia il traffico illecito di animali proveniente dai paesi dell’Est Europa.

Modera il dibattito la giornalista veronese Silvia Allegri, che racconterà l’esperienza vissuta in Romania nella clinica di Footprints of Joy, realizzata da Save The Dogs.

Il rifugio di Cernavoda, nel sud del paese, è un vero fiore all’occhiello per l’associazione e per tutto in continente. Ospita in media 350 cani, 40 gatti, 20 cavalli e 54 asinelli, con circa 60 cani al mese in entrata. A questi animali se ne aggiungono un altro centinaio ospitati a Medgidia. Una clinica mobile viaggia in tutta la provincia, raggiungendo aree rurali poverissime, prive di qualsiasi tipo di servizi sanitari. E sono oltre 18.000 gli animali sterilizzati dall’inizio dell’attività.

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