Brescia. Resi noti in una conferenza stampa in questi giorni i risultati del rapporto sulle esportazioni di armi e munizioni dall’Italia e dalla provincia di Brescia per l’anno 2015, stilato dall’OPAL (Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e Difesa). Un appuntamento annuale che l’OPAL persegue da anni per fornire alla società civile un’analisi indipendente e il più possibile scientifica relativa al commercio e alla produzione delle armi leggere. Un rapporto frutto di studi scientifici che analizzano l’andamento delle esportazioni italiane sulla base delle principali fonti ufficiali disponibili.

I dati contenuti nel rapporto OPAL, recentemente resi pubblici da Istat e Eurostat, mostrano per il  2015 un lieve decremento delle esportazioni di armi e munizioni dall’Italia e soprattutto da Brescia. Nello specifico le esportazioni dall’Italia di armi e munizioni, di tipo militare e comune, in leggero calo che nel 2014 si attesta su un – 3,6%: in sostanza dagli oltre 1,3 milioni di euro del 2014 si passa ai poco più di 1,25 milioni di euro in meno del 2015.guerra

Per la provincia di Brescia in particolare, cioè la principale provincia di produzione che ricopre più di un quarto dell’export nazionale di armi e munizioni militari e comuni, il rapporto evidenzia un calo superiore alla media nazionale che nel 2015 riporta un decremento del 13,9% delle esportazioni rispetto al 2014, anno nel quale aveva invece segnato un record ventennale: si passa infatti dai 346 milioni di euro del 2014 ai 298 milioni di euro del 2015.

Il rapporto completo e scaricabile in PDF sul sito dell’OPAL (www.opalbrescia.org)

Se ad un  primo sguardo  il decremento può far ben sperare in una diminuzione generale del commercio delle armi, nella realtà non è così. Una risposta viene solamente considerando un’analisi temporale dei dati più allargata, come conferma Giorgio Beretta ricercatore scientifico OPAL, cioè prendendo in considerazione almeno i dati degli ultimi 5 anni, che hanno visto un impennata record nel 2012 delle esportazioni (come si può leggere dalla tabella 1 e figura 1 del rapporto OPAL 2015) quindi la flessione è relativa ad un possibile calo fisiologico, dovuto con tutta probabilità al finale di consegne di commesse in essere.

Ciò che invece preoccupa i ricercatori dell’OPAL è la destinazione geo-politica delle armi esportate che secondo il rapporto nel 2015 quasi un terzo delle armi e munizioni (militari e comuni) esportate dall’Italia sono state destinate in zone in cui erano in corso conflitti armati (Medio oriente e Asia) o che sono caratterizzate da forti tensioni interne o regionali (Africa settentrionale e alcuni paesi dell’Europa orientale): un dato che dovrebbe essere attentamente valutato trattandosi, in gran parte, di armi e munizioni impiegabili in scenari bellici. In particolare appaiono dal rapporto consistenti esportazioni di armi e munizioni verso i paesi al di fuori delle principali alleanze politico-militari di cui l’Italia è membro, cioè i paesi che non appartengono all’Unione europea e alla Nato.armi

Tra questi il Turkmenistan, uno dei paesi governati da regimi più autoritari del mondo che nel 2015 ha ricevuto una cifra record di quasi 87 milioni di euro per armi e munizioni di tipo militare. In calo, ma tuttora rilevanti anche le esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti (quasi 41 milioni di euro), la quasi totalità di tipo militare. Nella graduatoria del “Democracy Index 2013” elaborata dall’Economist Intelligence Unit, il Turkmenistan figura tra i maggiori “regimi autoritari” del mondo: nella “scala della democrazia” è collocato al 161° posto su 165 paesi. Peggiori risultano solo Chad, Repubblica Centrafricana, Guinea Bissau e Corea del Nord.

La domanda che sorge spontanea è: perché l’Europa non sanzione gli stati che esportano armi in paesi coperti da embargo?  La risposta dei dirigenti OPAL è a dir poco scoraggiante: “non esiste una direttiva europea sul mercato delle armi” ma solo una posizione comune, quindi non essendoci vincoli non è sanzionabile. Questa la dice lunga sulla lobby delle armi!

L’OPAL nel frattempo continua con tenacia il lavoro che ha contraddistinto la sua vocazione e ne ha fatto un punto di riferimento importante, non solo locale o nazionale ma di rilevanza europea, per cercare di rendere trasparente un mercato, quello della armi, coperto il più delle volte da omertà piegate al profitto. Questo per promuovere e diffondere la cultura della pace e dei diritti umani, offrire alla società civile una informazione di carattere scientifico circa la produzione, il commercio e gli impieghi delle armi leggere, ma anche  proporre percorsi di riconversione industriale possibile delle fabbriche d’armi, anche attraverso proficui contatti e sviluppo di relazioni fra persone, enti ed associazioni sia nazionali sia estere e promuovere la cultura nel campo delle politiche di sicurezza e difesa.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.