Ravenna – La 44ª edizione del festival “Ravenna Jazz“, che si svolgerà dal 5 al 14 maggio, avrà un filo diretto con le più varie espressioni del jazz statunitense e porterà nella città romagnola artisti del calibro di Pat Metheny, Billy Cobham e Marc  Ribot, per non parlare dei giovani emergenti che sono già delle celebrità, come la prodigiosa sassofonista Grace Kelly e la cantante Avery*Sunshine, mentre gli Istanbul Sessions faranno da ponte tra la scena musicale d’oltreoceano e quella mediterranea.

Il jazz nazionale risponderà da par suo: dal fronte delle contaminazioni jazz-rock con il Trio Bobo, a quello dei fondamentali jazzistici con il clarinettista Nico Gori e la cantante Laura Avanzolini, e poi Paolo Fresu, Tommaso Vittorini, Ambrogio Sparagna e Alien Dee, che faranno squadra assieme ai ben 250 baby musicisti della colossale massa orchestrale e corale del “Pazzi di Jazz Young Project“.

Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network con la collaborazione degli Assessorati alla Cultura del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con la partecipazione della SIAE.

Pat Metheny (by John Peden)

Le serate più importanti e da non perdere sono sicuramente quelle che si svolgeranno al Teatro Alighieri di Ravenna, precisamente tre. Quella di domenica 7 maggio è sicuramente la più attesa, con l’esibizione del chitarrista Pat Metheny che a Ravenna arriverà alla testa di un quartetto dalla spiccata propensione jazzistica: una specie di ritorno a “casa” per questo mito della sei corde che ha percorso con intramontabile successo oltre quarant’anni di carriera.

Il batterista Billy Cobham ha invece un punto di forza nella sua inossidabile fedeltà al genere musicale che lo ha reso celebre: la fusion anni Settanta. La sua attuale band, con la quale sabato 13 calcherà il palco dell’Alighieri, è un turbine sonoro, un’apoteosi di ritmi ipercinetici e sonorità elettriche capaci di riportare alla luce l’intensità degli anni d’oro del jazz-rock.

La terza serata, a ingresso gratuito, sarà invece di ben diversa impostazione. Lunedì 8 andrà infatti in scena il “Pazzi di Jazz Young Project“, un monumentale concerto che porta a coronamento mesi di lavoro didattico nelle scuole ravennati realizzato dal trombettista Paolo Fresu, il direttore e arrangiatore Tommaso Vittorini, l’organettista Ambrogio Sparagna e il beatboxer Alien Dee. Questa eterogenea e affiatata squadra musicale si esibirà alla guida di una gigantesca compagine orchestrale e corale formata da ben 250 giovanissimi esecutori, selezionati tra le migliaia di studenti che hanno preso parte al progetto didattico Pazzi di Jazz.

Sotto la bandiera di “Ravenna 44° Jazz Club”, le serate del festival ravennate si spostano in vari club della città e dei dintorni, esplorando le più varie frontiere stilistiche della musica improvvisata e convocando artisti dalla spiccata personalità, in un’alternanza di nomi di culto e giovani già lanciati sul trampolino della notorietà.

Sarà proprio uno di questi live a dare il via ufficiale a Ravenna Jazz 2017, venerdì 5 maggio al Cisim di Lido Adriano: protagonista il Trio Bobo, che sprigiona scintille con una fusion spinta ai massimi livelli virtuosistici, jazz-rock dalle tinte vintage incastonato tra ammiccamenti di irresistibile ironia (del resto i ‘Bobo’ sono Faso e Christian Meyer delle Storie Tese, oltre ad Alessio Menconi).

Sonorità non meno alternative sono quelle degli Istanbul Sessions guidati dal sassofonista Ilhan Ersahin, tra funk, rock, ritmi ballabili e jazz. Ma più che gli stili qui sono le coordinate geografiche a intrecciarsi: il quartetto mette in cortocircuito le sonorità dell’East Village newyorkese e delle notti di Istanbul (sabato 6 al Bronson di Madonna dell’Albero).

Il chitarrista Marc Ribot, Sodale di Elvis Costello, Tom Waits e John Zorn, si è ben guadagnato il titolo di guru della scena avanguardistica downtown di New York: ogni sua esibizione parte dai presupposti dell’imprevedibilità in attesa di immancabili colpi di scena sonori (martedì 9 al Cisim).

La vocalist Laura Avanzolini ci riporta sul sempre fecondo terreno degli standard e della pronuncia jazz più ortodossa: si esibirà dal vivo in trio mercoledì 10 al Mama’s Club e nello stesso giorno sarà anche protagonista del workshop di “Mister Jazz”. Con la cantante e pianista Avery*Sunshine (giovedì 11 al Mama’s Club) la girandola stilistica di “Ravenna 44° Jazz Club” si rimette in moto: in duo con il chitarrista Dana Johnson ci pone di fronte a una visione incantevolmente attuale di tutto quanto fa black music (soul, gospel, jazz, R&B…).

Grace Kelly (by Taso Papdakis)

Gli ultimi due concerti di “Ravenna 44° Jazz Club” saranno come un viaggio nel tempo. Venerdì 12 (al Teatro Socjale di Piangipane) il clarinettista Nico Gori scorrerà a ritroso il calendario sino agli anni fastosi dello swing orchestrale assieme al suo Swing 10tet e al tap dancer Ernesto Tacco: sarà davvero difficile trattenersi dal ballare. La giovane sassofonista e cantante Grace Kelly riporterà in avanti le lancette dell’orologio: già star di prima grandezza a livello internazionale, arriva per la prima volta in Italia con la sua vorticosa commistione di jazz puro e concitati additivi rock (domenica 14, Teatro Sociale).

Tornano anche quest’anno i concerti “Aperitifs”, coi quali la musica esce dai suoi luoghi canonici (teatri e club) per diffondersi nel tessuto urbano e andare incontro a un pubblico che preferisce una situazione di ascolto più informale. Tutti a ingresso gratuito, questi live in orario da aperitivo si svolgono nei locali che fanno ‘tendenza’ del centro cittadino. Tra le locations toccate dagli ‘Aperitifs’ si segnalano diverse novità, mentre si conferma la formula dei concerti in solo, per portare allo scoperto l’individualità di ogni artista.

Il primo “Aperitif” sarà con le “Canzoni nel cassetto” del bandoneonista Pepe Medri (venerdì 5 maggio presso Leonardi Dolciumi 1957). Si andrà poi “A spasso con il basso” assieme al bassista e cantante Giacomo Da Ros (sabato 6, Caffè Pasticceria Palumbo). Da lì si passerà al Caffè del Teatro con lo “(S)concerto per chitarra sola” di Aldo Betto (domenica 7) e poi al Fresco Cocktails & Tapas con le “Note di viaggio: dal tango al jazz” dettate dalla fisarmonica di Massimo Tagliata (lunedì 8). Martedì 9 a Casa Spadoni ci si butterà in “Caduta libera” coi suoni etnici e jazz del chitarrista Tolga During. Ancora chitarra mercoledì 10 al Caffè del Ponte Marino, con le “6 + 1 Songs” per la 7 corde di Daniele Santimone. Giovedì 11, al Due Dame, si passa al sax di Alessandro Scala con il suo “Omaggio a Dexter Gordon”. Venerdì 12 tornerà a grande richiesta un ospite ormai abituale degli “Aperitifs”, il pianista-cantante Giacomo Toni col suo “Piano Punk Cabaret” (Cabiria wine bar).

I pomeriggi musicali di Ravenna Jazz si chiuderanno poi a suon di chitarra con Antonio Stragapede e le sue “Storie italiane di uomini e chitarre” (sabato 13, Al Cairoli) e con il solo “In My World” di Daniele Bartoli (domenica 14, Naturalmente Burger).