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Brescia. Social network sono diventati in pochi anni un terreno fertile per la diffusione della xenofobia, islamofobia, e discorsi antisemiti e razzisti. Odio online, razzismi 2.0, hate speech e ostilità verso l’altro: la diffusione di azioni e linguaggi violenti nel Web preoccupa chi cerca risposte educative.

Sono il cuore dell’argomento trattato in un incontro martedì 5 febbraio alle ore 20.45, presso la Sala Bevilacqua di Via Pace 10, ospite Stefano Pasta, professore all’Università Cattolica del Sacro Cuore, autore del libro Razzismi 2.0.

Analisi socio-educativa dell’odio online, Pasta sarà intervistato da Claudio Baroni, sul tema “(s)parlare nel Web social network, razzismi e incontro con l’altro”. L’incontro è rganizzato dalla Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura. Un argomento di attualità che, come cittadini del mondo digitalizzato, non possiamo più eludere. Un fenomeno diffuso tristemente in crescita anche nel nostro Paese, che trova nel web una terra di nessuno, attraverso cui si possono diffondono discorsi di istigazione all’odio nei confronti di una persona o di un gruppo di persone. I giovani rischiano infatti di essere maggiormente esposti sia per il massiccio uso dei social sia per la scarsità o la mancanza di situazioni in cui prendere consapevolezza del discorso d’odio.

Il libro di Stefano Pasta, destinato a insegnanti, educatori, operatori sociali, studenti, decisori politici e cittadini, propone un nuovo modo di pensare la media education, facendola uscire dal recinto dell’educazione formale per promuoverne l’incontro con la prevenzione e la cittadinanza. Insieme al pensiero critico occorre sviluppare responsabilità; in questa direzione sono analizzate le varie caratteristiche dell’ambiente digitale, come la velocità, l’anonimato, l’autorialità, il ruolo delle immagini e del flaming, nonché alcune conversazioni via social network sulle performances razziste degli adolescenti: un caso di etnografia virtuale, ma anche un tentativo di educazion e alla riflessività.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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