Rebecca, 10 anni, mi invia i suoi disegni di case


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Il test della casa fa sì che il soggetto che disegna proietti sul foglio il suo concetto di vita e di vita relazionale con gli elementi del nucleo familiare e con quelli che riempiono il suo “spazio” vitale. Un solo test è, comunque, indicativo e non determinante. Bisognerebbe, a distanza di un paio di mesi, effettuarlo nuovamente, in modo da rilevare eventuali cambiamenti nel soggetto.

La casa: Rebecca si sente sola, non inserita in un habitat affettivo e coinvolgente. Sente di non avere radici, di essere in equilibrio precario, rispetto a quello che vorrebbe avere e rispetto a come vorrebbe essere. Si chiude, e manifesta solo quello che pensa possa essere utile manifestare. Sa che ha il diritto di essere amata, ma non trova riscontro ai suoi slanci, perlomeno non trova un soddisfacente riscontro alle sue emozioni.
Sa che attorno a lei c’è amore…ma ne vorrebbe un po’ per sé, solo per sé.

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La casa in primavera: Con i coetanei, Rebecca si chiude, ed attende che siano gli altri a fare la prima mossa amicale, alla quale si adegua, successivamente, ma senza fretta e con entusiasmo contenuto. Da questo disegno si nota come la ragazzina comprenda che le famiglie hanno una struttura diversificata tra loro.

 

 

disegni_rebecca_lacasavicinoaimontiLa casa vicino ai monti: Con la figura paterna (o, in generale, con i maschi adulti) Rebecca ha un rapporto che si basa sull’idealizzazione, sulla speranza di accoglimento, sul timore di non “essere all’altezza delle aspettative”…sono rappresentate simbolicamente numerose figure maschili, ma nessuna è pregnante, nessuna è decisiva o sicura. Lei vorrebbe parlare, avere confidenza, fidarsi degli adulti…ma in questo disegno è presente, oltre all’idealizzazione, anche la delusione dell’inconsistenza, data da parzialità nel rapporto. Il discorso richiederebbe uno spazio più ampio, perché il fatto di non sentire come certa una figura maschile alla quale relazionarsi con fiducia, a questa età, può portare ad anaffettività futura.

 

disegni_rebecca_lacasavicinoallacquaLa casa vicino all’acqua: è il disegno più “triste”…la figura materna è simboleggiata in modo addirittura minimo, quasi una pozzanghera, che, però, fortunatamente è tangente alla casa (l’Io). Il significato è : “Fino ad ora non ti ho sentita avvolgente, con maternage per me…fino ad ora ti ho sentita occupata da altro. Ma abbiamo ancora una posibilità di instaurare un buon rapporto gratificante. Non lasciarmi sola”. L’acqua tangente all’angolo destro, inferiore, della casa è come una manina tesa, pronta ad essere afferrata e stretta con amore. Un Segno emblematico, significativo ed indicante che il futuro può essere vissuto con un accordo, una gioia affettiva grande.

 

La casa e i suoi abitanti: Ndisegni_rebecca_lacasaeisuoiabitantion ho indicazioni chiare sulla composizione familiare. Né sono stati indicati i ruoli dei vari personaggi.
Ma è certo che uno di questi, ed esattamente il secondo a partire da sinistra è sentito come negativo dalla ragazzina.
Ed è vissuto come non capace di instaurare un colloquio con lei.
Altrettanto certo è che anche tra adulti e figlie non vi è colloquio fattivo: sono, infatti, in due stanze diverse, ben delimitate e chiuse tra loro.
Una casa i cui componenti danno affetto parziale, non avvolgente, delimitato.

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Il test della casa ha presentato problemi decisamente forti di affettività non sentita.
Problemi che, comunque, possono essere risolti, se gli adulti muteranno il proprio modo di proporsi.
Sicuramente, questi adulti hanno amore da dare. Spesso, però, sono le modalità delle dimostrazioni che non vengono recepite dai bambini, che – di per sé – hanno un diverso modo di ragionare e di interpretare i segnali sia verbali, sia non verbali, che gli adulti stessi inviano. Il disagio di Rebecca può essere risolto.
E’ bene che si trovino soluzioni, prima della pubertà, quando le tempeste ormonali e la voglia di ribellarsi potranno influire sulla chiusura del soggetto, esacerbandola o cancellandola (il che porterebbe a manifestazioni anche eclatanti).

Anna Grasso Rossetti
Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.