Brescia – La salute mentale, oggi più che mai, è un bene comune.

Ne sono convinti i promotori del progetto Recovery.Net: laboratori per una psichiatria di comunità, nuovo punto di riferimento della salute mentale per la città di Brescia.

Il progetto vuole promuovere un discorso pubblico e partecipato sul tema della salute mentale, diventato centrale a seguito dell’emergenza COVID-19.

In queste settimane si sta parlando a lungo di Recovery in riferimento agli strumenti che la UE potrà mettere a disposizione delle economie delle nazioni europee più fortemente colpite dal Coronavirus per affrontare il momento di crisi e ripartire con nuovo slancio.

Anche in psichiatria esiste il concetto di Recovery: così come possiamo dire per le economie, anche le persone con disagio psichico possono essere sostenute nel loro impegno per essere protagoniste del proprio percorso di crescita personale, attraverso opportunità concrete, come il supporto alla ricerca attiva del lavoro e la creazione di luoghi e occasioni d’incontro che permettano l’ampliamento di una rete sociale, spesso troppo fragile.

Recovery.Net: laboratori per una psichiatria di comunità, vuole essere l’incubatore di questi aiuti e opportunità.

“Il progetto è la sintesi di esperienze fatte a Brescia negli ultimi dieci anni con il contributo anche di servizi di salute mentale di altri territori”, spiega il dottor Fabio Lucchi, Responsabile Scientifico di Recovery.Net.

“L’idea di base è che siano possibili percorsi di ripresa personale dall’esperienza della malattia mentale grazie, da un lato, alla valorizzazione delle risorse di ciascuna persona e, dall’altro, attraverso tutte le risorse che le comunità locali possono mettere a disposizione.

Per questo il progetto sta investendo su luoghi fisici e virtuali di coprogettazione, spazi di azione e di pensiero aperti a tutti coloro che si riconoscono in una salute di mentale di comunità sostenibile, inclusiva, pronta ad investire sulle
potenzialità di ogni persona, indipendentemente dalle fragilità che possono essere presenti”.

Sono molte le iniziative portate avanti da Recovery.Net, come ad esempio corsi di formazione gratuiti in presenza (a seguito dell’emergenza COVID-19 alcuni dei quali si sono svolti online); iniziative culturali, come la Biblioteca Vivente, i laboratori di scrittura emotiva e il Festival Metamorfosi; luoghi di aggregazione, come i Co-Lab, di cui a breve verrà inaugurata la versione online.

Inoltre, Recovery.Net sta promuovendo un questionario online per raccogliere emozioni e percezioni dei cittadini in merito all’emergenza COVID-19 dal punto di vista della salute mentale.

Il questionario mira a rilevare ed analizzare i meccanismi di reazione messi in atto delle persone durante la quarantena.

 “I motivi che hanno portato un anno e mezzo fa a presentare il progetto”, prosegue Lucchi, “sono ancora tutti validi ed ora anche di più soprattutto se, come da più parti si dice, è importante cogliere questa crisi per innescare percorsi di miglioramento trasversali a più settori”.

In questa difficile fase di ripartenza, prendersi cura di sé e della propria salute mentale significa prendersi cura della propria comunità e viceversa.

Recovery.Net potrebbe diventare l’alleato di cui non sapevamo di aver bisogno.

“La salute mentale riguarda tutti”, e i molti ambiti in cui il progetto si è attivato sul territorio, ne sono un chiaro manifesto.

Scheda Recovery.Net: