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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) presentato da Draghi incassa il sì di Camera e Senato e torna in Consiglio dei Ministri per l’approvazione della versione finale, per essere poi trasmesso alla Commissione europea entro il prossimo 30 aprile.

Il Piano vale 221,1 miliardi di euro, 191 miliardi di euro messi a disposizione sul Recovery Fund e ulteriori 30,6 miliardi di risorse nazionali, che confluiscono in un apposito Fondo complementare. Il 27% delle risorse è dedicato alla digitalizzazione, il 40% agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico e più del 10% alla coesione sociale.

Il testo si articola in sei missioni:
1. Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura
2. Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica
3. Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile
4. Istruzione e Ricerca
5. Inclusione e Coesione
6. Salute.

Il Piano prevede un ampio programma di riforme, ritenute necessarie per facilitare la sua attuazione e contribuire alla modernizzazione del Paese e all’attrazione degli investimenti.

Sul Piano Transizione 4.0 lo stanziamento scende a 14 miliardi di euro (rispetto ai 18 miliardi della precedente versione del Governo Conte), con una riserva del 10 per cento delle risorse destinate a incentivare l’acquisto di beni intangibili innovativi quali i servizi di cloud computing e big data analytics.