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Reggio Emilia – E’ maggio, e come ogni maggio da 14 anni, Reggionarra torna a trasformare Reggio Emilia, per 3 giornate, nella Città delle storie.

Un evento che vede tanti soggetti pubblici e privati lavorare per rendere questo momento, atteso da grandi e piccini non solo della nostra città, un evento magico, ricco di proposte, sorprese, stupori, incontri, giornate da vivere con allegria e con senso di partecipazione.

Perché Reggionarra vive grazie alla disponibilità, alla generosità, all’impegno e alla passione dei volontari, dei narratori professionisti e non, di chi mette a disposizione risorse e luoghi, ma anche e soprattutto del pubblico che lo anima. Una esperienza che vuole essere qualcosa di più dell’assistere a uno spettacolo, vuole essere esperienza di cittadinanza.

Tre giorni per fare di Reggio Emilia la città delle storie
Tre giorni per fare di Reggio Emilia la città delle storie

Quest’anno Reggionarra sceglie un titolo insieme allegro e inquieto: …su fili di seta. Sui fili si sta in equilibrio precario, ci vuole molta attenzione, il rischio di cadere è molto forte. Stare sul filo chiede coraggio, consapevolezza, determinazione e anche un po’ di incoscienza.

E la seta, che potrebbe ingentilire questa esperienza, la rende in realtà ancora più temeraria: quale funambolo potrebbe stare su un filo di seta? Solo un funambolo così leggero da non pesare su quel filo sospeso.

Reggionarra ha sentito, più che pensato, che questo è un titolo giusto, oggi, per questo evento conosciuto e apprezzato, che si è imposto ormai nel panorama nazionale, che ha la sua ricchezza e identità su tante disponibilità volontarie e convergenze che vanno oltre la mera organizzazione di un evento e che ha quindi il dovere di lanciare messaggi concreti e costruttivi per il futuro.

Gli organizzatori “sentono” che il mondo in cui viviamo oggi è sospeso a un filo di seta, per le trasformazioni climatiche, sociali, culturali. Perché il mondo sembra diventato troppo piccolo per una pacifica convivenza civile e troppo grande per trovare un accordo mondiale.

Per questo, con Reggionarra, si lanciano fili di seta che solo la narrazione può tessere e proiettare verso il futuro: fili di solidarietà, di ascolto, di riconoscenza reciproca.

Tre giornate in cui vivere la città, condividere le emozioni, i sogni, le speranze che solo il linguaggio della narrazione, metaforico e figurato, riesce a farci vivere abbattendo il muro del cinismo, dell’iperrealismo e dell’indifferenza con cui noi adulti ormai troppo spesso guardiamo il mondo.

Tre giornate in cui lasciarsi prendere per mano da bambine e bambini per ascoltare e trovare con le loro orecchie e i loro occhi i fili di seta su cui camminare verso il futuro.

Per questo Reggionarra sarà aperta da una Camminata per il pianeta, una parata festosa che si unisce idealmente ai valori e all’istanze del movimento “Fridays for future”, con bambine e bambini, ragazze e ragazzi delle scuole di ogni ordine e con un messaggio sulla bellezza che non finirà così presto

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La Redazione
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