Tempo di lettura: 3 minuti

Brescia. In occasione dei suoi 40 anni (1974-2014), Caritas Diocesana di Brescia desidera dare conto del proprio impegno nei confronti della comunità, ripercorrendo gli ultimi 15 anni contrassegnati dall’esperienza della raccolta degli abiti usati, avviata con CAUTO coop. soc. onlus. Diviene ancor più importante dare conto delle valenze sociali, ambientali ed economiche che si generano attraverso il conferimento degli indumenti usati nei circa 250 cassonetti gialli di Caritas e CAUTO presenti in 60 Comuni della provincia di Brescia.

Non tutti sanno che il 12% dei rifiuti ha origine tessile e che conferirli
nei “contenitori di valori etico-solidali” di Caritas Diocesana di Brescia e CAUTO è la scelta che ciascuno può compiere e che fa la vera differenza, generando lavoro, rispetto per l’ambiente e solidarietà. La filiera della raccolta degli indumenti usati produce lavoro e occupazione per persone con gravi difficoltà e inviate alla cooperativa Cauto dai servizi sociali, valorizza l’ambiente riducendo la produzione dei rifiuti, crea solidarietà mediante la destinazione di parte dei ricavati dalla commercializzazione degli indumenti ai progetti di Caritas Diocesana di Brescia per il sostegno all’occupazione.

Dal 1999 ad oggi la raccolta differenziata di indumenti usati di Caritas e Cauto
ha creato lavoro per 79 persone, di cui 41 percorsi di inserimento lavorativo. Tali persone sono state impiegate nelle attività di raccolta sul territorio, di lavorazione in laboratori protetti appositamente creati, di preparazione e vendita presso Spigolandia, nonché di organizzazione e gestione complessiva del servizio. Dal 1999 ad oggi la raccolta di indumenti usati di Caritas e CAUTO ha consentito il recupero di circa 13.000 ton di abiti ed accessori, altrimenti smaltiti come rifiuti indifferenziati.

Con un impatto sull’ambiente che si misura in:

– risparmio di 76.000 milioni di litri d’acqua;
-riduzione di 46.000 ton di CO2 immesse in atmosfera (l’equivalente emesso da un’autovettura media che percorre 5.700 volte il giro del mondo e che necessiterebbero di oltre 100.000 piante per essere assorbita).
– 3.800 ton di fertilizzanti e di 2.500 ton di pesticidi evitati per l’equivalente produzione di abiti nuovi.

La stima del risparmio economico per gli sprechi evitati, a beneficio della collettività è di circa (costi per smaltire 13.000 ton di rifiuti indifferenziati). Dal 2008 i proventi legati alla raccolta degli abiti usati trasferiti da CAUTO a Caritas Diocesana di Brescia per la gestione del servizio (totale euro: 285.258,89) sono stati finalizzati a sostenere l’iniziativa Mano Fraterna – Sostegno all’occupazione, favorendo la realizzazione di 134 inserimenti lavorativi per persone a rischio di esclusione sociale attraverso accordi convenzionali con il sistema eco-produttivo.

Un’esperienza che, nel suo piccolo, ha avuto l’esito di attivare un processo in grado
di trasformare il nostro “consumismo sfrenato” in “consumo responsabile”, offrendo una speranza di futuro più umano a chi oggi è senza lavoro, un ambiente più sostenibile per il futuro, ma anche un aiuto concreto a chi vive una difficoltà. Per tutte queste ragioni Il progetto “Ri-Vesti il mondo di valore” è una vera e propria raccolta “differenziata”, cioè diversa da altre raccolte, innanzitutto perché diverso è lo scopo: creare “valore” per gli altri dando “valore” al lavoro, all’ambiente e alla solidarietà.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *