Verona – Dopo la lunga chiusura dovuta all’emergenza sanitaria in corso, la Biblioteca Capitolare riapre le porte al pubblico per raccontare la sua storia millenaria e dischiudere alcuni dei suoi tesori più preziosi. Una famosa istituzione conosciuta per essere la biblioteca più antica al mondo e per la preziosità dei suoi manoscritti, tanto che il paleografo Elias Avery Lowe (1879-1969) l’ha definita come “la Regina delle collezioni Ecclesiastiche”.La Biblioteca Capitolare è la più antica biblioteca al mondo di area culturale latina ad essere ancor oggi in attività. Nasce come emanazione dello «Scriptorium», una sorta di officina libraria dove venivano prodotti libri su pergamena per l’istruzione e la formazione disciplinare e religiosa dei futuri sacerdoti. Gli amanuensi, incaricati della copiatura dei testi, erano sacerdoti della Schola majoris Ecclesiae, cioè i Canonici del Capitolo (da cui l’aggettivo «capitolare») della Cattedrale.

Durante i secoli di transizione tra Tarda Antichità ed Alto Medioevo, caratterizzati da profonde crisi, furono infatti prevalentemente gli uomini di Chiesa a ricevere un’istruzione, nonché ad avere la possibilità di acquisire e tramandare l’antica cultura classica nonostante la decadenza politica, sociale, demografica ed economica.

Un’occasione imperdibile per scoprire la biblioteca e le sue vicende storiche, ripercorrendone le tappe principali attraverso le pagine di alcuni tra i testi più significativi del suo straordinario patrimonio culturale.

Tra le vicende storiche quella del 4 gennaio 1945, durante l’ultimo periodo della guerra, le bombe sconquassarono l’aula maggiore, radendola al suolo. Fortunatamente i danni al patrimonio librario furono limitati, grazie a mons. Giuseppe Turrini, Egli infatti aveva provveduto a mettere in salvo dalle incursioni aeree i manoscritti e gli incunaboli, trasferendoli in gran parte sulle montagne della Lessinia, nella canonica del paese di Erbezzo. Un’ulteriore parte dei volumi più preziosi erano invece stati nascosti in una stanza segreta all’interno del Duomo. Gli altri libri, sepolti dalle macerie, furono poi in parte recuperati: alcuni di essi, ricollocati sugli scaffali del salone dopo la ricostruzione di quest’ultimo, mostrano ancora oggi i danni riportati nell’esplosione.Il percorso espositivo ricostruisce la nascita dello Scriptorium da cui ha avuto origine la Capitolare, offrendo la possibilità di ammirare alcuni dei suoi più pregiati capolavori tra cui il sontuoso Sacramentario di S. Wolfgang (X secolo), impreziosito di porpora, oro ed argento, nonché il palinsesto contenente le Istituzioni di Gaio: l’unico testo superstite della giurisprudenza romana classica.

Una selezione di altri codici magnificamente miniati e pregiati incunaboli permette ai visitatori di ricostruire le vicende avventurose e tragiche della Capitolare nei secoli: visite di grandi personaggi letterari, furti e recuperi, sparizioni e ritrovamenti, catastrofi naturali, fino ad arrivare alla Seconda Guerra Mondiale.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.