Da quest’anno le imprese che investono in attività di ricerca e innovazione hanno a disposizione 3 nuovi strumenti. La Legge di Bilancio per il 2020 ha infatti riformulato il vecchio credito di imposta per la ricerca e sviluppo con l’attivazione di 3 diverse misure.

Ad essere interessate sono tutte le imprese, dalle piccole alle grandi, senza distinzione di settore (tranne che per la misura dedicata al design), e indipendentemente dalla forma giuridica.

Nel 2020 gli imprenditori possono contare su un credito di imposta del 12% per la realizzazione di attività di ricerca e sviluppo. L’agevolazione scende al 6% per progetti di innovazione tecnologica, con una maggiorazione al 10% per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.

Nel caso l’azienda operi nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo, ceramica è possibile usufruire di un credito di imposta pari al 6% per attività di design e innovazione estetica per la concezione e realizzazione di nuovi prodotti e campionari.

A differenza degli anni precedenti il beneficio si calcola sul totale delle spese ammissibili e non sul valore incrementale del triennio di riferimento. Sono inoltre previsti dei limiti di spesa per le quote di ammortamento di beni materiali e software, i materiali e le consulenze. Il credito di imposta sarà utilizzabile in 3 quote annuali di pari importo.

Ci sono novità anche per gli adempimenti richiesti, oltre alla redazione di una relazione tecnica dovrà essere effettuata una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico.