Sono cinquanta gli artisti coinvolti nella mostra collettiva che è scaglionata nelle tre tornate attraverso le quali risulta distribuita, confermando i termini della propria ispirazione ideativa, espressa nel titolo di “Ricognizione 2014 2015”,  per una chiara formula d’azione e per un’esplicita sintesi connotativa.

E’ la manifestazione espositiva che l’Aab ha organizzato nella propria sede sociale di vicolo delle Stelle 4, a Brescia, fino al 17 giugno, nell’annata storica che il 2015 fa collimare con il settantesimo anniversario dalla sua fondazione, strutturandosi ad importante istituzione culturale, e con il ventesimo periodare dell’annuale metodica esemplificativa di questo tipo di mostra, iniziata dal sodalizio organizzatore nel 1995, per offrire ai propri associati un’opportunità condivisa di confronto e di sinergica rappresentazione rispetto all’arte contemporanea, avvinta ai palpiti pulsanti di una rispettiva evoluzione compositiva, in riferimento ai carismi espressivi interagenti con quel comparto in cui la stessa realtà riscontra la propria estrinsecazione fattiva.

autoritratto-garofaloL’allestimento, per la cura di Corrado Venturini, attende i visitatori nelle giornate comprese dal martedì alla domenica compresa, dalle ore 16 alle ore 19e30, secondo quell’orario che riguarda i periodi di apertura delle tre sequenze espositive nelle quali la mostra mette in campo i propri artisti partecipanti, dall’età e dalle esperienze diverse, in una triade di gruppi numericamente similari. La prima decorre dal 9 maggio con Davide Alborghetti, Maria Alborghetti, Annamaria Ambrosio, Eleonora Amighetti, Deneb Arici, Piera Liliana Barbi, Pier Roberto Bassi, Ennio Bastiani, Loredana Bertussi, Daniela Bianchi, Marilina Boccato, Daniela Bolpagni, Anna Maria Bonoldi, Remo Bresciani, Cornelia Calzavacca, Chiara Campregher Tiziana Cherubini, la seconda dal 23 maggio con Francesca Chiara, Mino Raul Colombo, Giuseppa Comba, Patrizia Conti, Alberto Cunego, Massimo Cuttini, Sergiio De Leo, Lorella Facchetti, Lia Fantoni, Davide Fedrigolli, Andrea Fiorentini (Allontanatevi), Carla Freddi, Domenico Galantino, Rodolfo Garofalo, Giusi Lazzari, Lucia Leali, Silvana Lunetta, mentre la terza dal 6 giugno, con Maurizio Marini, Livia Giovanna Marpicati, Manuela Marziali, Renato Mazza, Roberto Mazzoncini, Angiolina Pasotti, Giuseppe Perazzolo (A-Pèraz), Delia Perini, Laura Sartori Tibaldi, Giuliano Scalvini, Clara Scarampella Lombardi, Elio Uberti, Pietro Vallone, Elda Zanferli (Zelda), Monica Zani, Ezio Zingarelli.

Dalla tecnica mista, all’olio ed acrilico su tela, come pure dall’acquerello su carta, alla china su cartoncino, ed anche dalla matita su carta, alla moderna stampa digitale, fino alle più infrequenti peculiarità riguardanti il ricorso alla “vernice molle – tecnica Hayter su carta”, allo “smalto ad acqua su tela” alla “semirefrattaria tinta con colori a cottura”, ai “pigmenti in cd -box su tela”, alla “terracotta semirefrattaria”,  al “multistrato con oggetti di metallo in disuso e impasto di alabastro”, alla “tecnica mista su argento”, alla “Tecnica mista su forex”, al solido “collage su busto in resina”, questa mostra risulta esponenzialmente differenziata nella sostanza stessa dei singoli manufatti attraverso i quali appare liberamente compendiata, secondo il complessivo e composito prodotto artistico allestito che, del corrispondente contributo plurale che le è rappresentativo, si dimostra raccolto anche in un volume illustrato funzionale alla proposta di un catalogo esemplificativo.

Si tratta della puntuale pubblicazione che, per la cura di Vasco Frati e di Giuseppina Ragusini, l’Aab ha, anche in questo caso, realizzato per le proprie edizioni con il numero progressivo di “217”, ponendovi chiaramente in copertina il titolo medesimo della mostra collettiva, in modo da introdurre le molteplici attrattive espositive nell’allusione certa delle diverse prerogative che sono in capo al rispettivo estro artistico delle sue categorie, presenti nell’articolato campionario della ricerca espressiva nella quale sono immerse, collegandosi fra loro, in significative simmetrie.

Quelle simmetrie che sfoderano analogie di genere per quanto riguarda rispettivamente l’approccio, astratto, informale, polimaterico e figurativo, accomunato dall’arte visiva che questa pubblicazione dettaglia per ogni autore e nel merito di una o due opere che ne condensano la sua partecipazione nella mostra dove gli stessi manufatti hanno la propria effettiva collocazione.

Da questi aspetti costitutivi ne discende l’implicita evidenza di un apporto interpretativo dell’itinerario artistico coltivato a Brescia che ispira al presidente dell’Aab, Dino Santina, una, fra le sue considerazioni evidenziate nell’introduzione delle poco più di novanta pagine della correlata pubblicazione divulgativa, precisando che “Chi vuole ricostruire la vita artistica a Brescia trova nelle opere che, nel tempo, sono state esposte in questa riuscita rassegna, una significativa espressione delle varie tendenze e delle diverse tecniche, da quelle più tradizionali a quelle innovative e sperimentali”.

Una riflessione proporzionata attorno all’impronta data a questo ricco ambito compositivo dai 417 artisti che, nel corso dell’ultimo ventennio, hanno concorso al successo della manifestazione emblematicamente denominata nel termine evocativo di “Ricognizione”, in un corale presupposto attuativo a cui si riconduce la fedele partecipazione della pittrice Anna Maria Bonoldi in tutte le venti edizioni della mostra stessa che, per quanto riguarda quella della ventesima ricorrenza, la vede proporre il dipinto, del dicembre 2014, dal titolo “Donna col Cappello”.

Con il patrocinio di Regione Lombardia, del Comune e della Provincia di Brescia, contestualmente al sostegno di “Fondazione ASM” e di “Cassa Padana- Banca di Credito Cooperativo”, questa mostra tripartita, in un consequenziale svelamento progressivo, intercetta le varie ideali e spontanee inclinazioni a prediligere nell’arte una personale forma di immedesimazione percettiva che, nel figurativo, offre, fra l’altro, paesaggi, fiori, ritratti e fantasiose ideazioni sezionate in accenni trasversali di soggetti dirottati dalla realtà in composizioni scompaginate in nuove dimensionalità, mentre certe ermetiche produzioni sfidano la tradizione pittorica, fornendo simboliche tracce di lettura del proprio apporto cromatico, fra modulazioni di tratti dischiusi in un incontenibile moto erratico.

Tra gli accenni alla più evidente contemporaneità, si pone l’opera di Pier Roberto Bassi, con la rappresentazione di un paio di matite spezzate e la scritta purpurea “Je suis Charlie” che ispira il nome del manufatto stesso, realizzato in “digital print in cd – box su legno”, mentre dalle mani di Remo Bresciani, l’ispirazione al mistero del tempo che ci avvolge, pare materializzarsi nei suoi “Percorsi, trittico, I Magico notturno” e “Viaggiare nel tempo”, su quel campo “oltremare” che nell’intensità spirituale del colore ne valorizza i particolari figurativi inglobatigli, attraverso una riuscita ed apprezzata “Tecnica mista su argento”.