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Tu che puoi FAI”, lo slogan che accompagna tutto il mese di ottobre per proteggere e mantenere l’Italia più bella, insieme al FAI. Un grande investimento di risorse economiche e umane, che non fa notizia ma produce uno straordinario risultato per la collettività: 30 beni regolarmente aperti al pubblico, per le generazioni presenti e future.

Per poter portare avanti questo impegno serve l’aiuto di tutti ed è per questo che a ottobre torna “Ricordati di salvare l’Italia”, la campagna nazionale di raccolta fondi con cui il FAI invita sempre più persone che hanno a cuore il patrimonio culturale italiano a partecipare alla sua missione: sul sito www.fondoambiente.it fino al 31 ottobre sarà dedicata ai nuovi iscritti la speciale quota di iscrizione di 29 euro anziché 39.

Durante la campagna, sabato 13 e domenica 14 ottobre il FAI offrirà al Paese una grande giornata di scoperta delle sue bellezze: l’occasione saranno le Giornate FAI d’Autunno, l’evento a cura dei suoi giovani volontari per scoprire 660 luoghi poco conosciuti e inaccessibili da nord a sud della Penisola. Un weekend in cui soffermare lo sguardo sul ricco patrimonio diffuso italiano, grazie ai 150 itinerari tematici e alle aperture speciali proposti dai Gruppi FAI Giovani in 250 città, che permetteranno di ammirare palazzi, castelli, aree archeologiche, musei, terme e persino fari, treni e interi quartieri.

Si può contribuire alla campagna “Ricordati di salvare l’Italia” anche in tre altri modi:

  • inviando dal 3 al 21 ottobre un SMS solidale al numero 45592 del valore di 2 euro da ogni cellulare personale Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali;
  • effettuando una chiamata allo stesso numero per donare 5 euro con una telefonata da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile oppure 5 e 10 euro con una telefonata da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e Tiscali;
  • partecipando alle iniziative delle aziende partner della campagna sul territorio nazionale.

La vastità e la sostanziale fragilità di un patrimonio che invecchia sommate a incuria, negligenza, inconsapevolezza, perdita di antichi saperi, indolenza mettono sempre più a rischio i nostri beni artistici e paesaggistici, insieme alla nostra storia, alla nostra identità e alla nostra sicurezza.

Per arginare questo pericolo, dobbiamo imparare a proteggere le nostre bellezze non solo attraverso grandi restauri, ma prendendocene cura ogni giorno con attività di manutenzione ordinaria e programmata che, in molti casi, permettono di rallentare il degrado, prevenire i danni e ridurre i rischi derivanti dall’ambiente, consentendo anche un rilevante risparmio economico sul lungo periodo.

Conoscere la storia e le caratteristiche dei luoghi e degli edifici, essere consapevoli dell’interazione con l’ambiente e degli effetti negativi di una mancata manutenzione, osservare i mutamenti e i segnali che provengono dal paesaggio e dai manufatti, pianificare interventi piccoli e frequenti secondo un ordine di priorità e in base alle risorse disponibili: è con queste attenzioni costanti e di buon senso che il FAI  si prende cura da 43 anni della conservazione e della valorizzazione di 61 luoghi speciali in tutta Italia.

Al di là dei grandi restauri su cui inevitabilmente e giustamente si accendono i riflettori, nei quasi 70.000 mq di edifici storici tutelati e negli oltre 6.700.000 mq di paesaggio protetti dalla Fondazione fervono in un operoso silenzio quotidiano, lo stesso di tanti volonterosi cittadini, numerose attività di manutenzione, che costano oltre 100.000 euro al mese:  il controllo delle coperture e dei canali di gronda, la pulizia degli alvei dei torrenti, la sistemazione dei muretti a secco, la manutenzione di porte e finestre, la verifica del corretto funzionamento degli impianti, il monitoraggio delle condizioni ambientali, la ceratura dei pavimenti in legno, i trattamenti antitarlo, l’applicazione di tende e schermature anti UV per la protezione dalla luce naturale, l’areazione dei locali per evitare i dannosi ristagni di umidità.

Iscriversi al FAI vale un patrimonio: #TUCHEPUOIFAI

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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