Leno, Brescia. Ermelina Ravelli è stata fino all’anno scorso preside dell’Istituto Capirola a Leno.  Alla scuola, all’istruzione e soprattutto ai giovani alunni e studenti ha dedicato la vita professionale. In una lettera ci fa partecipi di riflessioni sul drammatico periodo che tutti,
nessuno escluso, stiamo vivendo.

di Ermelina Ravelli

“Oggi a scuola chiusa con i nostri ragazzi costretti in casa, con le famiglie in difficoltà provo a esprimere alcune considerazioni in merito.

Da ex preside, neo pensionata, confesso di aver dedicato molto tempo (al Capirola ho speso la mia vita 31anni preside, 11 anni docente) per dare ad ogni studente, ad ogni docente, ad ogni classe, ad ogni collaboratore, le migliori opportunità per raggiungere insieme obiettivi primari per permettere ai nostri studenti adolescenti di esprimere al meglio la potenza delle immense risorse che hanno.

Il luogo meglio deputato sicuramente è la scuola con la famiglia. Non è stato facile. Orgogliosa per la grande e costante fiducia avuta da tutte le componenti scolastiche (soltanto unendo le forze si può), dalla comunità della Bassa Bresciana, dalle Istituzioni pubbliche e private, oggi vorrei dire:

Ai DIRIGENTI Scolastici– In questa tragedia globale non è facile essere Capitani, non è facile essere Direttori d’orchestra, coordinare, guidare, rassicurare, sostenere la grande famiglia che abita la scuola, sono attività che devono essere fortemente nelle mani dei dirigenti. Oggi la marea di decreti, di ordinanze e di leggi che si sommano all’incertezza politica impegnano i Dirigenti in maratone 24 ore. Che fare? Come governare la complessità della scuola in un momento così tragico? Penso non esistano ricette pronte, penso che, nonostante le difficoltà, l’umanità che vi circonda, le diverse professionalità, la forte motivazione rappresentino la cassetta degli attrezzi che con i vostri collaboratori renderanno la quotidianità della scuola meno pesante.

Sono stata una preside spesso trasgressiva. Mi permetto di dare un consiglio: a volte è più utile nascondere i vari manuali, i vari testi unici e sorridere, ascoltare, sostenere i nostri studenti, i nostri docenti, i genitori, tutto il personale Scolastico. Aggiungo una piccola confessione nella solitudine: come preside ho chiesto e avuto tanta vicinanza e sostegno dalle tante belle persone che abitano la scuola. Se avrete momenti di solitudine o di scoramento, siate certi che troverete sempre tanta umanità vicino.

Agli STUDENTI: oggi la scuola è un edificio chiuso fisicamente, ma è aperto con il cuore per tutti voi. Fate sempre il vostro dovere, studiate, siate curiosi, siate creativi, siate collaborativi, porgete la mano verso i più bisognosi. Aiutate noi adulti ad accompagnarvi e seguirvi per costruire insieme la cassetta degli attrezzi per una vera cittadinanza attiva al servizio della comunità per un bene comune. Insieme possiamo e dobbiamo essere artefici di un nuovo futuro, consapevoli che ognuno di noi, quando questa tragedia sarà finita, non sarà più la stessa persona. Perdonate se a volte come adulti non siamo stati maestri di vita per voi giovani.

AI DOCENTI: abbiamo vinto tante sfide come educatori; questa è una sfida tremenda; ai nostri ragazzi in famiglia stanno mancando affetti importantissimi perché il virus ha decimato nonni, genitori o amici. Quando la scuola riaprirà, se riaprirà, voi cari docenti sarete gli angeli con un compito difficile, ossia accompagnare ogni adolescente a gestione lo tsunami emotivo che ha travolto la vita nella quotidianità. Sarete e saremo utili e vincenti se ognuno di noi saprà con amore accompagnare i nostri ragazzi verso un futuro difficile.

La SCUOLA 4.0

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LA CLASSE CAPOVOLTA

LA SCUOLA SENZA ZAINO

LA SCUOLA DADA

sono situazioni che state già sperimentando, nuovi modi di fare scuola sostenibili per molti studenti e famiglie, ma non per tutti purtroppo, perché possono creare e amplificare le disuguaglianze.

Voglio però ricordare che la vera scuola rimane e rimarrà sempre il luogo dell’ASCOLTO sincero, dell’EMPATIA, del SAPERE condiviso, dell’INTERCETTARE con lo sguardo, lo sguardo di ogni alunno, del SORRISO sincero per tutti.

Scuola come luogo dove ogni docente al termine dell’ora di lezione possa uscire dall’aula con gioia e desiderio di ritornarci. Nei momenti di sconforto vi invito a pensare sempre che domani andrà meglio; vi incoraggio a mettervi in gioco, a non mollare. I ragazzi saranno la nostra energia sempre, diamo loro motivazione e amore sincero e raccoglieremo tante soddisfazioni. Se commettiamo errori, chiediamo scusa e spieghiamo il perché. Quando non manteniamo le promesse fatte, dobbiamo essere sinceri e motivare il perché.

Anche questa sfida tremenda, insieme sarà vinta.

AI COLLABORATORI: dovete essere sempre convinti dell’importanza che avete per la buona gestione della scuola. Segreteria efficiente, aule pulite, corridoi puliti, bagni puliti. La gentilezza sono la migliore fotografia della nostra scuola. Siete anche una risorsa importante per i nostri ragazzi, siete GUARDIANI del faro dentro e fuori le mura scolastiche.

AI GENITORI: date fiducia e sostenete la scuola. A scuola si gioca il futuro dei vostri figli e del nostro bel paese ITALIA, Questo è un momento molto triste e rinsaldare il ponte con la scuola vuol dire speranza per un futuro positivo e forse più equo per la nostra società; ricordiamoci che noi siamo la società, noi siamo lo STATO, quindi ognuno di noi deve essere un buon maestro di vita per i nostri figli e studenti.”

Un grande abbraccio a tutti, Ermelina Ravelli. Già preside Istituto V.Capirola Leno

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

1 commento

  1. Io non so se chi l’ha conosciuta abbia capito quanta fortuna ha avuto. La professoressa Ravelli è unica. La sua pontenzialita è infinita . Il grande problema dell’Italia è la burocrazia. Sostituire una preside così non ha senso. Potevamo avere per molti anni una persona stupenda a seguire i nostri ragazzi. Peccato. Sarà molto molto difficile sostituirla. Per fortuna io godo della sua amicizia e posso contattarla sempre. Sono sicuro che tanti suoi allievi i professori gli aiutanti e i genitori lo faranno. Speriamo che la sua passione e tenacia equilibrio e saggezza possa essere d’aiuto a nuove sfide.

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