Lumezzane (Brescia) – Sarà a Lumezzane con una prima nazionale il pluripremiato gruppo berlinese RIMINI PROTOKOLL, collettivo di artisti tra i più importanti al mondo e vincitore del prestigioso Ubu 2018 con Nachlass per il miglior spettacolo straniero, al debutto italiano il 27 marzo in EVROS WALK WATER 1&2.

L’evento rappresenta la proposta artistica del teatro Odeon – giunto quest’anno alla 20a Stagione – all’interno del festival Supernova Lumezzane dedicato ai temi dell’innovazione.

Nell’arco di 5 giorni, la città di Lumezzane sarà luogo privilegiato di scambio, di confronto, di informazione per guardare al futuro e allo sviluppo in campo produttivo, con incontri, workshop, presentazioni di start up, focus su ricerche e brevetti, un progetto di museo digitale e molto altro.

In questo contesto, che vuole essere il nucleo attorno a cui raccogliere e far crescere risorse e competenze, si inserisce la proposta del Teatro Odeon.

Seguendo le linee guida del festival, che coniuga ricerca e creatività, energia e capacità di sorprendere, il Teatro Comunale Odeon ha invitato la compagnia tedesca a partecipare a un progetto che superando la dimensione di spettacolo teatrale potesse diventare un’esperienza condivisa.

I Rimini Protokoll saranno a Lumezzane dal 27 al 31 marzo
I Rimini Protokoll saranno a Lumezzane dal 27 al 31 marzo

E il lavoro di Rimini Protokoll, da sempre contraddistinto da una forte spinta innovativa e dalla capacità di utilizzare linguaggi e discipline artistiche con esiti assolutamente originali, aderisce perfettamente allo spirito della manifestazione.

EVROS WALK WATER 1&2 lascia aperta quella linea di demarcazione che solitamente separa i ruoli di attori e spettatori, con i partecipanti chiamati a determinare lo sviluppo dell’opera e alla creazione di un momento unico e irripetibile.

La performance, il cui “tappeto sonoro” è ispirato dall’opera di John Cage e si basa sulle storie di 15 ragazzi arrivati da Iraq, Siria e Afghanistan attraverso un viaggio lungo e difficile fino alla Grecia, invita all’ascolto e alla relazione con il suono, si sviluppa intorno alla parola, al racconto di tante vite.

Nello spazio di un capannone industriale adibito a sede del festival, i 24 partecipanti ad ogni performance si misurano con stimoli, indicazioni e azioni per ritrovarsi in un universo di condivisione, frutto della visionarietà di questo collettivo di creatori di esperienze partecipative.

Un’esperienza per tutti, rivolta al pubblico teatrale e non, a chiunque desideri godere del talento, della curiosità, della disponibilità all’incontro con il cuore delle persone, a chi voglia farsi abitante di un universo nuovo.

Il fiume Evros divide la Grecia dalla Turchia, formando una linea di demarcazione con “la fortezza”: l’Europa. Dal 2012, quando la tratta praticabile dell’Evros è stata bloccata da una recinzione di confine, i rifugiati non hanno avuto altra scelta che intraprendere un viaggio più costoso e più pericoloso, quello via mare dalla Turchia alle isole del Mar Egeo.

Nel 1960 John Cage si trovava sul set dello show televisivo “I’ve Got a Secret” nel mezzo di una corsa ad ostacoli che rappresentava questioni che, in qualche modo, erano connesse con il tema dell’acqua e delle onde e con tutto ciò che poteva essere familiare ad un telespettatore americano, da una paperella di gomma ad un pianoforte. Il titolo della rappresentazione era: WATER WALK e aveva una durata di tre minuti.

In una piccola casa nel centro di Atene, vivono quindici ragazzi sopravvissuti dapprima alle traversate a piedi dall’Iraq, dall’Afghanistan, dalla Siria, poi a quelle in mare su un’imbarcazione diretta in Grecia e infine alle brutali condizioni dei campi di detenzione della Grecia.

Attualmente frequentano la scuola e sono alle prese con le prime fidanzate e con i videogiochi. Tra di loro non parlano dei traumi che hanno subito.

In EVROS WALK WATER Daniel Wetzel (Rimini Protokoll) ha lavorato con i ragazzi di Atene per la realizzazione di un’ambientazione teatrale e di audio dramma nei quali la versione di WATER WALK di tre minuti è rappresentata sei volte.

Gli strumenti e i rumori della versione originale sono sostituiti dalle storie dei quindici ragazzi che raccontano le ragioni che li hanno spinti a fuggire dai loro Paesi, i motivi che li hanno portati verso l’Europa e narrano il corso della loro vita quotidiana ad Atene.

Mentre raccontano suonano il concerto di tre minuti sei volte, o meglio, lo hanno suonato: infatti i ragazzi, per via di alcune leggi (internazionali) sugli spostamenti, non possono essere presenti sul set, perciò gli spettatori prendono il loro posto, ascoltano le loro storie seduti a delle postazioni audio, dove sono posizionati anche degli strumenti musicali e poi, seguendo le istruzioni dei ragazzi, suonano il concerto.

Delle cuffie auricolari speciali permettono allo spettatore di percepire tutti i suoni prodotti all’interno del set.

Questa rappresentazione permette di attenuare temporaneamente la divisione tra spettatore e attore. Invita infatti alla collaborazione tra le parti e si ispira al concetto. ”ci piacerebbe esibirci per te, ma dal momento che non ci è permesso, lo devi rappresentare tu per te stesso”. Ed ecco che la “divisione” diventa produttiva.

EVROS WALK WATER porta questo gruppo di adolescenti oltre i confini e crea della musica al posto loro e per loro. Le musiche giocose e scherzose di John Cage non hanno lo scopo di creare un effetto scioccante, bensì riproducono un’esperienza condivisa attraverso i suoni dei ragazzi.

 

Helgard Kim Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel formano dal 2000 un collettivo di autori-registi teatrali. I loro lavori nel campo del teatro, della musica, del radiodramma, del cinema e delle installazioni sono sia frutto di costellazioni formate da due o tre stelle, sia lavori di solisti.

A partire dal 2002, tutte le opere sono raccolte e portate in scena sotto il nome di Rimini Protokoll. Il lavoro del collettivo è incentrato sullo sviluppo continuo degli strumenti teatrali ed è volto ad offrire prospettive insolite della nostra realtà.

Ad esempio, Haug/Kaegi/Wetzel hanno trasformato un’assemblea dei soci della Daimler in una pièce teatrale o allestito 100% Città con 100 residenti statisticamente significativi di città come Berlino, Zurigo, Londra, Melbourne, Copenaghen o San Diego.

A Berlino e Dresda, hanno sviluppato audioinstallazioni in cui gli archivi della Stasi sono sbobinati e riproducibili su smartphone Android. Sono stati in tournée con uomini d’affari nigeriano-europei per Lagos Business Angels, con la paraplegica MC Hallwachs per Qualitätskontrolle (Haug/Wetzel) o per creare in diverse città colonne sonore destinate a orde di 50 spettatori muniti di auricolari grazie a Remote X (Kaegi).

Tra i numerosi premi, si sono aggiudicati l’NRW-Impulse-Preis per Shooting Bourbaki (2003). Per Deadline (2004), Wallenstein – una messa in scena documentaria (2006) e Situation Rooms (2014) sono stati invitati al Berliner Theatertreffen. Schwarzenbergplatz (2005) è stata nominata al premio teatrale austriaco Nestroy. Mnemopark si è aggiudicata il Premio della Giuria al festival Politik im freien Theater di Berlino nel 2005, mentre Karl Marx: Il Capitale, Primo Volume nel 2007 si è aggiudicata sia il premio speciale del pubblico al Festival Stücke che il Mülheimer Dramatiker Preis.

Il collettivo Haug/Kaegi/Wetzel si è aggiudicato un premio speciale al Deutscher Theaterpreis DER FAUST nel novembre 2007 e il Premio Europa per il Teatro nella categoria Nuove realtà nell’aprile 2008.

Per il proprio lavoro nel complesso, il collettivo è stato insignito del Leone d’Argento alla Biennale Teatro di Venezia nel 2011. La videoinstallazione multimediale Situation Rooms sull’industria delle armi si è aggiudicata l’Excellence Award del 17° Japan Media Festival. Nel 2014 Stefan Kaegi e i Rimini Protokoll si sono aggiudicati il Gran Premio svizzero di teatro.

L’ultimo riconoscimento ottenuto è il Premio UBU 2018 per il Miglior spettacolo straniero presentato in Italia, Nachlass (Stefan Kaegi / Dominic Huber; produzione Theatre de Vidy, Losanna; coproduzione Rimini Apparat, Schauspielhaus Zurich, Bonlieu Scene nationale Annecy e la Batie-Festival de Geneve all’interno del programma INTERREG France-Suisse 2014-2020 Maillon, Theatre de Strasbourg-3 scene europeenne, Stadsschouwburg Amsterdam, Staatsschauspiel Dresden, Carolina Performing Arts).

Il quartier generale del collettivo Rimini Protokoll si trova a Berlino dal 2003, con ufficio di produzione al teatro Hebbel am Ufer.