Brescia – Il festival Rinascimento Culturale, dopo il successo della prima edizione, allarga i confini e approda a Chiari, Erbusco, Iseo e Gussago, quattro paesi bresciani ospiteranno dal 22 al 28 giugno la kermesse con un programma ricco e variegato con ospiti di grande spessore. La manifestazione è a ingresso libero.Giuseppe Lupo e Alberto Albertini

Si presenta alla grande la seconda edizione del festival “Rinascimento Culturale”, un’idea coraggiosa di Alberto Albertini che porta in piazza illustri personaggi, apre a tutti la conoscenza e la cultura per capire, e cambiare, se stessi e il mondo. Nuove visioni e idee per arricchire lo spirito e migliorare la vita. Con il festival Rinascimento Culturale in piazza si è felici di fare la conoscenza di tutti coloro che parteciperanno alle serate. Una fatica e una sfida pensare che una rinascita, anche economica, possa zampillare dalla fonte della cultura e della conoscenza.
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Quasi 20 relatori, molti di fama internazionale, numerosi musicisti, due cori, un gruppo teatrale per un festival culturale che quest’anno tocca alcuni dei più importanti paesi della Franciacorta e affronta vari temi: musica, arte, letteratura, filosofia, giornalismo, medicina, storia, scienza, psicologia, spiritualità. Ancora una volta all’insegna della cultura e della conoscenza, viste come un’opportunità straordinaria per rinascere, cambiare sé stessi e il mondo, soprattutto l’Italia che ha già un immenso patrimonio artistico, scientifico, storico e letterario e dovrebbe proprio da esso ripartire, ricostruire, ricominciare.Umberto Galimberti e Alberto Albertini

Gilberto Corbellini, uno degli ospiti del festival, ha scritto su il Sole 24 Ore: “La cultura migliora il profilo affettivo delle persone, la loro spontaneità e l’autonomia, le capacità intuitive, la memoria, l’immaginazione e il senso estetico. Tratti, questi, che  generano valori economici e sociali. Per esempio, nuovi modi di guardare i problemi, che aiutano a trovare più rapidamente soluzioni adeguate, una differenziazione dei prodotti, dei consumi e delle aspettative, una salutare messa in discussione di tradizioni conservatrici che solitamente generano diseguaglianze o discriminazioni sociali, senso di identità e appartenenza comunitari che favoriscono la cooperazione e, non ultima, un’attenzione personale più spiccata e qualificata per i valori spirituali, simbolici e immateriali”.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.