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Il Contratto di sviluppo è lo strumento nazionale dedicato alle imprese che intendono realizzare programmi strategici e innovativi di rilevante dimensione. L’incentivo è gestito da Invitalia ed è stato recentemente riaperto dopo lo stop di agosto con l’introduzione di una clausola per incentivare le assunzioni di lavoratori da aziende in crisi.

La normativa in vigore consente di finanziare diverse tipologie di progetti:
• programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
• programmi di sviluppo per la tutela ambientale;
• programmi di sviluppo di attività turistiche.

Gli interventi devono avere un importo minimo di 20 milioni di euro, 7,5 milioni per le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Possono riguardare uno o più progetti di investimento ed essere correlati da progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. E’ possibile finanziare: la creazione di una nuova unità produttiva, l’ampliamento di un’unità produttiva esistente, la sua riconversione o ristrutturazione, nonché l’acquisizione di un’unità produttiva ubicata in un’area di crisi.

I contratti di sviluppo possono essere presentati dalle imprese singolarmente o in forma congiunta tramite il contratto di rete.

Le agevolazioni sono concesse in diverse forme, anche in combinazione tra loro, quali: finanziamento agevolato, contributo in conto interessi, contributo in conto impianti e contributo diretto alla spesa. L’incentivo è definito in fase di negoziazione sulla base della tipologia dei progetti, della localizzazione, e della dimensione dell’impresa.

Le domande possono essere presentate senza scadenza. In arrivo sui Contratti di Sviluppo ci sono inoltre 750 milioni a valere sul PNRR.