Tempo di lettura: < 1 minuto

In memoria di Aylan e del suo fratellino Galip.

Con i loro genitori avrebbero voluto raggiungere il Canada, dove da vent’anni vive e lavora una zia.

Ci avevano provato senza fuggire. Ci avevano provato legalmente a scappare dalla guerra.

Ma lo scorso giugno la loro richiesta di lasciare la Siria per Vancouver era stata respinta. E qualche giorno fa è stato negato loro il visto di uscita dalla Turchia.

Riposate in pace piccoli. Voi e tutti gli altri che non conosciamo e che non abbiamo mai potuto né vedere né immaginare. Perché sarebbe troppo il dolore nel farlo.

Mentre Aylan muore, l’Ungheria erge il suo muro.
Le donne afghane vengono lapidate. 
Una giovane giornalista in Azerbaijan viene messa in carcere per aver fatto il suo lavoro.
E in Bangladesh le giovani donne sono vittime dell’acido.

Che mondo vogliamo?

1 commento

  1. Sembrava dormisse… Speravo dormisse! Quel piccolo angelo…
    Vorrei vedere bambini in spiaggia solo giocare con palette e secchielli, non più le immagini come quelle del piccolo Aylan

Comments are closed.