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Ferrara. Proprio come i bonsai sono alberi sottoposti a un ridimensionamento che non ne altera la natura, così gli spettacoli di microteatro mantengono tutte le caratteristiche di un normale spettacolo, condensate però in un tempo ridotto, ma non solo per la nuova edizione. Ritorna al Ferrara Off e in città, dal 30 aprile al 28 giugno, il festival di microteatro Bonsai la rassegna di spettacoli di piccolo formato, di breve durata, in spazi non convenzionali.

La sesta edizione di Bonsai è quella dell’evoluzione. Dopo anni di adattamento agli spazi e alle circostanze, il teatro si riprende la scena, si espande nei luoghi e nella durata. È un Festival che si dilata, esce dall’online, si moltiplica nella realtà, cresce!
Non solo microteatro, ma anche primi studi, anteprime, estratti di spettacoli e performance estese che prendono vita negli spazi di Ferrara Off e poi entrano anche nelle scuole, nelle Università, negli spazi museali, nei luoghi abbandonati, seguendo la rete di collaborazioni che da sempre caratterizza la rassegna.

L’offerta accompagna il pubblico dalla primavera all’estate, attraverso tematiche sociali, riflessioni sulla contemporaneità, analisi introspettive e sguardi sulle città. Si va dal molto piccolo al molto grande, spinti dall’anelito alla vita che prorompe in mezzo alle avversità.

Il Bonsai è un albero che, seppure costretto, continua a crescere. E il gruppo del Ferrara Off con lui.

Ecco i numeri: 24 spettacoli selezionati tra 400 candidature alla nostra  Chiamata OFFline under 35 la maggior parte di artisti e compagnie in programma 6 appuntamenti speciali in collaborazione col territorio 6 momenti di formazione

Ogni compagnia sarà ospitata all’interno di una residenza artistica per un periodo variabile, da una settimana a un mese, al fine di stabilire diverse occasioni di dialogo con il pubblico. Le performance che prenderanno vita negli spazi di Ferrara Off, entreranno poi nelle scuole, nelle Università, negli spazi museali, nei luoghi abbandonati, seguendo la rete di collaborazioni che da sempre caratterizza la rassegna. Ci saranno anche molti momenti di formazione come il laboratorio di giornalismo culturale di Michele Govoni, i cui allievi racconteranno il dietro le quinte del Festival.

Verranno esplorate tante tipologie di performance – dal teatro alla clownerie, dalle nuove tecnologie al teatro danza – per affrontare questioni sociali, riflessioni sulla contemporaneità, analisi introspettive e sguardi sulle città. Si andrà dal molto piccolo al molto grande, spinti dall’anelito alla vita che prorompe in mezzo alle avversità.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.