Già, ritorno al futuro.

È un po’ questa la sensazione che proviamo calpestando le strade di Chacas. Cittadina tra le nubi del Perù, Chacas è il verbo che si è fatto carne, la testimonianza concreta dell’ideale di carità che ha ispirato l’Operazione Mato Grosso (OMG). Chacas è l’OMGe per noi, che grazie ad un uomo del Mato Grosso, Bepi Tonello, iniziammo il lungo cammino di mutualità internazionale, conoscere Chacas è un ritorno alle radici che ci proietta verso il futuro che sarà.

Fondata da Padre Ugo De Censi, l’OMG si pone l’obiettivo di educare giovani italiani attraverso il lavoro gratuito in Italia a favore dei più poveri dell’America Latina. Questa doppia anima, che abbina la fatica locale ad una vocazione globale, affida a campi di lavoro e alla raccolta di carta, rottami e altri materiali da macero il compito di insegnare valori fondamentali della vita come la fatica, il dono, la coerenza tra le parole e i fatti, il rispetto e la collaborazione con gli altri, l’attenzione ai problemi dei più poveri, non tralasciando lo sforzo per imparare ad amare le persone.

Devoto a San Giovanni Bosco e quindi innamorato dei giovani, Padre Ugo, missionario in Perù, fu folgorato sul come aiutarli celebrando il funerale di un padre di sette figli. Mentre guardava l’altare coloniale della chiesa di Chacas capì che una scuola di intaglio del legno nella quale formarli era la mano tesa contro l’indigenza in cui versavano i ragazzini di quelle montagne.

All’ombra del Huascarán, grazie a quell’intuizione, ora si insegnano anche produzione del vetro, restauro, scultura, pittura, falegnameria, tessitura di tappeti, ricamo, oltre a elettromeccanica, guida d’alta montagna e archeologia. Terminati i cinque anni di formazione, ai giovani viene regalato un kit con tutti gli strumenti del mestiere scelto, in modo che ognuno possa decidere se iniziare una propria attività autonoma oppure rimanere a lavorare nelle cooperative dell’OMG.

Qui, tra le montagne della Cordillera Blanca, si respira la serenità di chi sceglie di abbandonare tutto per gli altri e si prodiga in lunghi anni di lavoro volontario a sfamare quotidianamente i tanti campesinos che frequentano le mense dell’OMG, o a gestirne l’ospedale, intitolato a Mama Ashu, Maria Assunta, patrona di Chacas. È la sensazione di aver ricreato lo stile di vita delle prime comunità di cristiani che rende mistica la visita a Chacas, soprattutto nei volti sorridenti ed estasiati dalla fatica di chi ci cucina il pranzo offrendoci tagliatelle fatte in casa. E che ripaga degli sforzi logistici per andarsene, valicando a 5000 metri un passo frequentato forse solo da Oggetti Volanti Non Identificati.

Incontrare sul cammino del progetto Cassa Padana-Fenacrep l’Operazione Mato Grosso è un segno per la banca e tutta l’attività di mutualità internazionale: fa capire che il progetto peruviano è pronto per una nuova tappa della propria evoluzione, maturo per spiccare il grande salto e diventare un progetto di riferimento, magari proprio di nuovo grazie ad un’alleanza con l’OMG. Per questo, dopo aver visitato le cooperative nate negli ultimi due anni di progetto e conosciuto la filiale della coopac Finansol, aperta proprio di fronte all’OMG a Chacas, la banca e la Federazione Nazionale delle Cooperative di Risparmio e Credito Peruviane hanno deciso di proseguire per altri due anni nel rafforzamento delle istituzioni finanziarie cooperative nate.

Non solo, gli orizzonti delle collaborazioni in Perù si arricchiscono di nuove possibilità e controparti. Cassa Padana, infatti, in virtù della partnership con la Fondazione Solidarete, fondata da Ctm Altromercato, Cgm Finance e Focsiv, collabora dal maggio scorso al progetto “Due sponde”. Il progetto, che vuole sviluppare imprese socialmente sostenibili in Perù, aprendo canali di commercializzazione dei prodotti locali attraverso la rete del commercio equo e solidale in Italia, coinvolge Cassa Padana e Fenacrep nell’analisi di fattibilità e nell’eventuale sperimentazione di una piattaforma di rimesse dall’Italia al Perù. Scopo ultimo del progetto è, infatti, collegare le due sponde dell’Atlantico in modo rinnovato, mettendo l’accento sulle esigenze di risparmio del migrante, tanto in Italia come in patria, in modo tale che si riesca a veicolare la parte di rimesse che non serve per il consumo verso il finanziamento di attività produttive e, possibilmente, di imprese sociali.

Dopo aver scoperto la grande importanza dei salesiani per la cultura sudamericana, tanto che la figura di Don Bosco è citata anche in un famoso tango del 1934, ‘Cambalache’, capiamo che non potevamo trovare una guida migliore per il nostro progetto e che tutto è compiuto per seguirla.