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Brescia. E’ stata prorogata fino al 17 febbraio la mostra ospitata al Museo di Santa Giulia a Brescia  “Roma e le genti del Po”. Un incontro di culture III-I sec. a.C”, ricca di 500 eccezionali reperti. La mostra racconta la vicenda che ha portato, tra il III e il I secolo a.C., all’unione tra la Roma repubblicana e le genti del Po.

La mostra illustra questo processo di unione, in un racconto per immagini della straordinaria trasformazione storica e culturale che fu qui attuata tra fasi di conflitto e integrazione.IMG_0354

La mostra ricostruisce, sullo sfondo della pianura Padana, area estesa tra gli Appennini e le Alpi e favorita in antico da una posizione privilegiata e dalla presenza di un grande fiume, la fisionomia sorprendente di un luogo d’Italia, che divenne vero laboratorio di integrazione tra etnie e culture diverse e cassa di risonanza del confronto fra cultura romana ed ellenismo. La mostra è anche un viaggio emotivo, con installazioni interattive e multimediali, adatte al pubblico adulto e giovane, che faranno rivivere situazioni e atmosfere di quei tempi lontani.domus 5

Con la mostra va visitato anche Brixia, Parco archeologico di Brescia romana, il più esteso parco archeologico a nord di Roma. Su un’area di circa 4.200 mq, esso comprende gli edifici più antichi e significativi della città: il Santuario di età repubblicana (I sec. a.C.), che a maggio sarà aperto per la prima volta al pubblico, il Capitolium (73 d.C.), il teatro (I-II sec. d.C.), il tratto di lastricato del decumano massimo, la vista su piazza del Foro, che conserva vestigia della piazza di età romana (I sec. d.C.).

Nel parco archeologico il visitatore ha  modo di fare un incredibile viaggio nel tempo, dall’età preromana al rinascimento, partendo dai livelli più antichi al di sotto del Capitolium, sino ai palazzi nobili che, reimpiegando i resti degli antichi edifici, cingono ancora oggi la zona. L’area archeologica è stata oggetto negli ultimi anni di un progetto di recupero e valorizzazione.santuariio 1

Dal 2013 il Capitolium è stato rinnovato e riproposto in considerazione della sua funzione originaria, ovvero quella del tempio principale dell’antica città imperiale, con i frammenti scultorei e architettonici originari riposizionati in situ e i pavimenti in marmi policromi restituiti all’antico splendore. Dall’autunno del 2014 anche il teatro romano, uno dei più imponenti della Cisalpina, è stato integrato nei percorsi di visita, a seguito di un intervento di valorizzazione che ha riqualificato l’area urbana nella quale si trova, tra il Capitolium e il complesso monumentale di Santa Giulia.

Dallo scorso maggio con l’apertura e l’integrazione anche del santuario repubblicano, si è completato quindi un importante progetto che restituisce alla città e ai turisti un raro esempio di stratigrafia urbana monumentale e che completa numerose azioni previste nel piano di gestione del sito UNESCO di cui Brescia fa parte, dando forma ad un luogo unico che prende finalmente il nome di BRIXIA. Parco archeologico di Brescia romana.10

Il Parco archeologico sarà completato da tutti i servizi necessari, una istallazione interattiva realizzata, all’interno del Capitolium, metterà a disposizione dell’utente un innovativo sistema di video e ricostruzioni immersive che grazie al 3D e alle più avanzate wearable technology propone un’esperienza unica. Novità unica nel panorama delle aree archeologiche italiane, è infatti la possibilità di vivere un’esperienza di visita in realtà aumentata grazie a dispositivi indossabili che permetteranno di rivedere, dopo 2000 anni, gli edifici e la città come si presentavano dal III secolo a. C. al I secolo d C. Il visitatore, muovendosi liberamente nell’area, avrà la possibilità di vedere ricostruiti i suoi monumenti più antichi e le trasformazioni avvenute dopo il suo abbandono.

Un’esperienza indimenticabile e da non perdere, possibile a Brescia grazie ai resti monumentali che la città e le sue istituzioni hanno saputo preservare e valorizzare nei secoli con una sensibilità nei confronti dell’antico che distingue questa città dalle altre

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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