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Mi scrive Rori, 36 anni, femmina, mano destra

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Questa grafia è decisamente particolare, e non solo per la personalizzazione di un modello calligrafico solitamente arido, come è lo “script”, ma anche per quanto riguarda la “Pressione”. La “Pressione” è la forza con cui noi agiamo sulla superficie scrittoria, usando la penna.

Con la stilografica, la divaricazione del pennino, quindi gli ingrossamenti visibili del tracciato, si può individuare quanto si sia forzato. Con la penna a sfera, invece, si può vedere il solco, che spesso diviene rilievo sul retro del foglio.

Ma che significa, premere molto sul foglio? E premere poco? Premere in modo costante sia nei tratti discendenti, sia in quelli ascendenti? O solo negli uni o negli altri?

Si impone una notizia: i tratti che vanno dall’alto al basso (chiamati “aste”) sono le vie della volontà; quelli che dal basso vanno verso l’alto (chimati “filetti”) sono le vie della sensibilità. Il modello calligrafico scelto da Rori è lo script, che non comporterebbe legami tra grafema e grafema. Ma lei li esegue, spesso con grande creatività e fantasia.

Ad esempio, unisce il taglio della lettera “t” con la lettera “o” susseguente: e li effettua con pressione lieve, contrariamente alla forza esecutiva con cui esprime le aste. Nell’analisi grafica è indispensabile mettere assieme più segni. Un solo segno non è significativo, ma lo è la combinazione di TUTTI quelli che compaiono.

La grafia di Rori indica:

  • sensibilità e delicatezza, non sempre palesate; spesso, anzi, mascherate ed occultate sotto un apparente senso dell’Io ipertrofico.
  • capacità intellettuale di distinguere sfumature
  • capacità di apprendimento notevolissima
  • memorizzazione particolarmente efficace
  • forte desiderio di riconoscimenti
  • ingegnosità creativa, con rare capacità di “voli pindarici”
  • forte sensualità, che si avvale di sfaccettature complesse e di accettazione
  • momenti di sottovalutazione di sé nelle deliberazioni
  • timore del tempo che fugge
  • facile autorettifica, ma anche tendenza a non dire tutto di sé, tenendo informazioni e fatti nell’ambito di un forte concetto di privacy e di cautela
  • conflittualità, non sempre espressa, con la figura maschile
  • generosità dettata da bontà di base
  • soggetto più portato all’idealità che alla praticità materialistica

Offrirei solo due suggerimenti:

  • determinazione nel “sì” e nel “no”
  • seguire le proprie pulsioni, anche a costo di opporsi all’habitat
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Anna Grasso Rossetti
Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.

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