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Gentile dottoressa, sono Nina. Ci siamo già sentite qualche volte e forse si ricorderà di me.

Le scrivo per raccontarle un sogno che ho fatto questa notte. Ho sognato che c’era un serial killer, che agiva nella mia zona, la cui caratteristica era quella di tagliare i capelli alle sue vittime prima di ucciderle.

Io ero molto preoccupata e parlando con una mia amica venivo a sapere che uno dei maggiori indiziati era un mio collega. Io mi stupivo e nel frattempo in me si insinuava il dubbio che l’assassino fosse il mio compagno (anche lui mio collega). Angosciata pregavo perchè i miei sospetti fossero infondati. Parlando poi nuovamento con la mia amica, questa mi confermava che ormai la polizia stava braccando il presunto omicida, ossia il mio collega, che proprio mentre noi parlavamo si avvicinava.

Eravamo per strada e, vedendo un commissariato di polizia, io decidevo di rifugiarmi lì, certa che l’assassino non mi avrebbe seguita e sentendomi al sicuro. Sembrava tutto risolto, ero a casa mia, nel mio bagno, con il mio compagno, quando questi mi ha preso i capelli e con in mano un paio di forbici, s’è avvicinato per tagliarmeli, facendomi capire che il serial killer era davvero lui. Io al momento mi sono spaventata, pensando che sarei morta, poi però, autata dal mio bambino, che ha quasi due anni, riuscivo ad incastrare le mani del mio compagno in un cassetto e lo colpivo al collo con le forbici.

Vedevo il sangue uscire dalla ferita, ma pensavo fosse solo ferito (quasi non osavo sperare nella fortuna di averlo davvero neutralizzato) quando poi invece mi accorgevo che era morto, mi sentivo finalmente tranquilla. Probabilmente lei penserà che leggo troppi triller! La cosa strana di questo sogno però è che nonsante gli eventi, non proprio tranquilli, non ho mai provato angoscia. Mi sono svegliata serena, con una bella sensazione di di sicurezza.

L’unico momento del sogno in cui mi sono sentita male è stato quando ho avuto il dubbio che l’omicida fosse il mio compagano. Le do qualche accenno della mia vita per poi descriverle la mia interpretazione del sogno. Ho trentatre anni e sto col mio attuale compagno da soli cinque mesi. La nostra storia è frutto di una mia relazione extraconiugale, che rimasta segreta per pochissimo tempo, ha trovato poi la sua piena realizzazione in una convivenza che finora (e  spero lo sia per molto tempo ancora) è sata felice. Il mio bambino, che non è figlio del mio compagno, è la cosa più importante della mia vita.

Credo che quanto ho sognato rappresenti la paura che il mio compagno, che conosco effettivamente da poco tempo, manifesti caratteristiche che mi possano ferire. Nel sogno però, dopo l’angoscia del sospetto, di fronte alla realtà, trovo la forza di reagire, aiutata dal mio bambino e alla fine sono io ad avere la meglio. Credo sia una dimostrazione della fiducia che nutro in me stessa. Lei cosa ne pensa?

Grazie mille per l’attenzione.

Nina


Risponde la dottoressa Anna Grasso Rossetti

Nina ha già compreso, e bene, il significato globale del suo sogno: teme che la persona che ha accanto possa rivelarsi diversa da quella che è. Ma l’inconscio la rassicura. Le dice che non è possibile che si sia sbagliata e che deve avere fiducia…anzi…che questa fiducia lei l’ha già e che farebbe bene a palesarla, il più possibile, con gesti, attenzioni e affettuosità. Senza tema di essere ferita. Senza paura di incertezze.

Soprattutto, senza indagini continue e reiterate che potrebbero minare un rapporto che la soddisfa. Nina, nel profondo, sa che ha fatto bene a fidarsi, ma ogni volta che sotto la sua sensorietà cadono posture o fatti che possano avere relazione con il passato, ecco che-a livello razionale – il dubbio risorge, pur non inficiando la sostanziale serenità di base. La fiducia nei confronti dell’Altro è presente e chiara, in questo sogno.

Una fiducia che viene dall’emozione positiva, dall’affetto e dalla pelle. La truculenza della presentazione del sogno non è che il richiamo alla forza che si deve effettuare su sé stessi e sugli altri, nei momenti negativi, per tramutarli in produttivi. In effetti, l’animo di Nina è tranquillo, nel sogno. Il passato è morto. La vita è e può continuare ad essere SERENA.

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Anna Grasso Rossetti
Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.

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