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Brescia – “Rovato Capitale della Franciacorta Storia, Arte e Paesaggio”, disponibile per le edizioni “Grafo”: una prima utile chiave di lettura di questo interessante volume emerge dalle considerazioni introduttive da parte di uno dei suoi coautori, nella persona di Ivano Bianchini, pure direttore della biblioteca comunale, situata nella medesima località dell’Ovest bresciano, nel, fra l’altro, evidenziare che “(…) partire dalla Rovato di “oggi” per raccontare quella di “ieri” pensando a come potrà essere quella di “domani”. Per quel che mi riguarda, la parte storica, ho cercato di mantenere uno stretto rapporto tra macrostoria e accadimenti locali, in modo che potesse risultare chiaro il ruolo e l’importanza che questa comunità ha rivestito nel corso dei secoli nell’ambito della Franciacorta e dell’intero territorio bresciano. (…)”.

Alle poco più di duecentotrenta pagine illustrate del libro hanno pure rispettivamente contribuito Stefano Angelo Belotti, per la trattazione afferente il “delineare lo sviluppo urbanistico architettonico ed artistico del capoluogo e delle frazioni”, e Daniele Piacentini, per una capillare contestualizzazione delle tipicità legate al territorio, osservato nelle tradizioni e nelle attrattive assimilate in una coesa appartenenza territoriale, come, ad esempio, in riferimento al “disciplinare che regola la produzione del manzo all’olio di Rovato”.

Solide curiosità, per nulla effimere, radicate nell’antica consuetudine speculare al mercato del bestiame, nell’ambito di una disamina culturale a tutto tondo, ispirata al caratteristico profilo identitario del luogo, come lo stesso Piacentini, fra l’altro, sottoscrive, attribuendovi, la “capacità di collegare, a un tempo solo, colline moreniche e pianura, valli prealpine e alpine e Sebino ne ha segnato la storia, l’economia. Il passato e il presente. Con ogni probabilità, anche il futuro”.

Quest’iniziativa editoriale rappresenta uno sforzo corale per cercare di accrescere, in una codificata consapevolezza collettiva, la fattibilità di una condivisione documentaristica circa l’estesa realtà locale presa in considerazione, nell’ottica di una sua ulteriormente compendiata e finalmente unitaria esposizione, come, insieme ad altre riflessioni, spiega Tiziano Alessandro Belotti, “Sindaco Città di Rovato in Franciacorta”, nell’andare a sottolineare alcuni punti fermi dei propositi che ne hanno sotteso la dettagliata stesura monografica dell’opera, reputandoli rimarchevoli per il messaggio di un suo pronunciamento fra le prime pagine del volume stesso, avvallato, per testo e contesto, da una puntuale sollecitudine istituzionale: “(…) L’ampia esperienza degli autori, testimoniata pure da precedenti pubblicazioni, la loro diretta conoscenza e frequentazione dei luoghi, la loro diversa ed eterogenea formazione professionale, unitamente all’ausilio di fonti storiche dirette ed indirette, ha prodotto questo bel volume, che a ragione può definirsi come la prima storia completa della città di Rovato. (…)”.

Riscontro simile, anche da parte di Simone Giovanni Agnelli, Assessore alla Cultura, “(…) lo scopo che questa pubblicazione si propone è di raccogliere in maniera il più organica possibile e storiograficamente rigorosa, le informazioni in nostro possesso pel tramite dell’archivio storico e di altra documentazione che necessita continuamente di adeguata sistemazione. (…)”.

Triplice, la ripartizione del volume. Tre parti affidate ad altrettanti autori, con, fra la seconda e l’ultima di esse, la presenza di un capitolo testualmente dedicato ad una “Panoramica sulle frazioni”, a sua volta suddiviso da pagine rispettivamente sottoscritte da ciascuna firma del libro, nel senso che, per la trattazione introdotta dal titolo “La situazione attuale” si è prodigato Daniele Piacentini, mentre, nel merito di una riflessione proporzionata alle peculiarità rappresentate dal tema “L’ipotesi storica “sull’anomalia” territorio / abitanti” è intervenuto Ivano Bianchini, precedendo, in ordine di pagina, la proposta di lettura, a sua volta, circostanziata nei termini di “La topografia di Rovato: capoluogo e frazioni, città e campagna” che ha avuto evasa la propria specifica materia d’indagine da parte di Stefano Belotti.

Un elenco delle abbreviazioni ed una bibliografia completano il libro, con la disponibilità di fattibili rimandi ad ulteriori aderenze argomentative, anche significando quella fitta rete di connessioni tematiche che sintetizzano lo slancio di ricerca complessivamente effettuato verso una propositiva sintesi d’insieme, nel ricomporre le tracce storiche sviluppate a descrizione di luoghi, vicende, manifestazioni, unitamente all’impronta individuale posta dai referenti della località esaminata in uno spettro collettivo, quali elementi, anch’essi, rilevabili ad emblematiche pertinenze, proprie della comunità rovatese.

In questo vasto orizzonte d’indagine, il profilo contenutistico del volume abbraccia le più disparate carattestiche che sono a definizione delle realtà maggiormente contraddistinguenti il centro abitato di Rovato ed il suo territorio, con le diverse frazioni, in buona compagnia dei santi alle quali varie di esse nominalmente si accompagnano, costituendo un invalso abbraccio fra pianura e collina, essendo che i nuclei periferici della sede comunale si estendono fra le pianeggianti aree coltive degli appezzamenti cerealicoli irrigui di un’economia agreste ed allevatoriale che sul Monte Orfano, per una quota parte pure rovatese, mutano nei filari di viti e nei declivi boschivi.

In questa amena altura, la poesia della natura si fonde con quella della mistica apertura al trascendente con la presenza del convento dell’Annunciata e con la chiesa di san Michele, in un misterioso tracciato di dislocazione architettonica religiosa, sviluppato in zona, fino alle strutture parrocchiali, attraverso altri frequentati luoghi di devozione, pure documentati nel libro.

Libro, distribuito anche mediante l’assidua opera di promozione alla cultura, svolta dalla locale sede bibliotecaria, nel contesto delle iniziative di divulgazione del sapere curate da Ivano Bianchini, particolamente attivo per questa pubblicazione, nell’esplicitarne il nesso, secondo la portata del volume di un’innegabile vocazione di pubblica utilità, anche presentata, fra l’altro, ad inizio dello stesso, nello scrivere che “(…) Da bibliotecario, non posso però che esprimere la mia soddisfazione ribadendo il significato che la pubblica lettura riveste in ambito locale, riconfermando il nostro impegno quotidiano e la nostra fiducia all’enunciato del Manifesto Unesco sulle Biblioteche: “La libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli individui sono valori umani fondamentali. Essi potranno essere raggiunti solo attraverso la capacità di cittadini ben informati di esercitare i loro diritti democratici e di giocare un ruolo attivo nella società. (…)”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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