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Reggio Emilia. A fine estate i cittadini reggiani, e non solo, si ritrovano per la sagra della Giarèda, dove sacro e profano trovano un’energia comune dando vita ad una tradizione che si tramanda da secoli. Il cuore è il quartiere della basilica della Ghiara cara ai cittadini Reggiani, assai devoti al tempio Mariano. Solenni funzioni liturgiche, mostra mercato dell’artigianato artistico e dei mestieri tradizionali. Dal 4 al 9 settembre in corso Garibaldi, piazza Gioberti, piazza Roversi, via Farini si animano per la 39ª Edizione.

L’evento si svolge in occasione della festa della Natività della Madonna l’8 settembre. Quattro secoli di storia, di fede e di cultura. Il profondo legame tra la città di Reggio Emilia e la Basilica della Ghiara affonda le proprie radici in un passato lontano.

L’area circostante la Basilica della Beata Vergine della Ghiara si anima delle manifestazioni programmate per l’ormai tradizionale sagra “dlà Giarèda” che da oltre 30 anni viene nuovamente celebrata: tale sagra catalizzò l’interesse religioso e sociale della comunità reggiana nel periodo compreso tra il ‘600 e il 1861. In quell’anno, esattamente il 6 maggio, una rovinosa nevicata distrusse gli impianti e la sagra fu sospesa. La sagra, celebrata di nuovo dal 1980, viene riproposta ogni anno ed ospita importanti iniziative commerciali, artistiche e culturali.

Il profondo legame tra la città e il santuario della Madonna della Ghiara ha origini antiche, affidato ancor oggi alle amorevoli cure dei Servi di Maria, l’ordine religioso si stabilì nel capoluogo reggiano nel lontano 1313. In quella zona della città denominata della Ghiara o Giarra, località ghiaiosa. Questo straordinario monumento di fede a Reggio Emilia è sorto a seguito di un prodigioso miracolo.

Oggi la basilica riassume, con il ciclo degli affreschi e stucchi, tutta la grande pittura e arte del primo seicento emiliano, miracolosamente conservata nella sua intatta integrità. Un santuario al femminile, tutto riconduce alla figura materna della Madonna, ancora oggi l’immagine che miracolò il giovane Marchino e venerata nella sontuosa cappella del tempio Mariano. Una corona, splendido lavoro di oreficeria, fu nel 1674  donato dalla comunità di Reggio alla Madonna per aver preservato la città dalla peste, è conservata e visibile nel museo.

Il santuario, oltre al ciclo degli affreschi, conserva opere d’arte di grandi rilievo, una su tutte  la Crocefissione di Cristo con ai piedi la Madonna e i Santi ad opera di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino.

Merita una visita anche il Passetto, il passaggio che dalla sacrestia porta direttamente all’altare della Madonna della Ghiara, con i suoi dipinti che riassumono la vocazione della basilica. E la torre campanaria dentro la quale si inerpica una lunga scala di legno sino alla sommità.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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