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La demenza colpisce 50 milioni di persone in tutto il mondo, numero che sarà triplicato nel 2050.

Ogni 3 secondi nel mondo una persona sviluppa la demenza. Più della metà delle persone affette da demenza vive in Paesi a basso e medio reddito, dove solo il 10% dei malati riceve una diagnosi.

Nel 2018 la demenza diventerà una malattia da mille miliardi di dollari.

Alzheimer’s Disease International (ADI), insieme alle Associazioni nazionali che ne fanno parte tra cui la Federazione Alzheimer Italia, da dieci anni sostiene l’idea di dare una risposta globale alla demenza.

Oggi finalmente, nell’ambito della 70esima Assemblea Mondiale sulla Sanità, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha adottato il Piano Globale di Azione sulla Risposta di Salute Pubblica alla Demenza 2017-2025, che invita i governi a raggiungere precisi obiettivi sul fronte di una maggiore consapevolezza della demenza, della riduzione dei rischi, della diagnosi e assistenza, del supporto ai familiari e ai caregiver, della ricerca.

Con il suo Segretario Generale Mario Possenti, la Federazione Alzheimer Italia, rappresentante di ADI per il nostro Paese, è l’unica organizzazione italiana presente a Ginevra per l’approvazione del Piano.

Il Piano affronta i principali problemi della politica sulla demenza, con l’obiettivo di ridurne l’impatto a livello locale e globale. Esso segna un passo importante nella lotta alla demenza poiché apre una nuova prospettiva sulla diagnosi, sull’assistenza e sulla terapia, fornendo un quadro utile ai governi per migliorare la vita di milioni di persone.

Il Piano riconosce infatti che migliorare la vita delle persone con demenza e dei loro familiari è una questione relativa ai diritti umani.

Attualmente solo 29 dei 194 Stati membri – la metà dei quali in Europa – ha sviluppato un piano sulla demenza. Il Piano globale sollecita i governi a considerare la necessità di includere la demenza nelle proprie politiche sociosanitarie e assistenziali. Tutti i Paesi dovranno quindi riferire periodicamente all’OMS lo stato di avanzamento del Piano tra il 2017 e il 2025.

Paola Barbarino, amministratore delegato di ADI, commenta: “I governi devono agire ora. Abbiamo un’occasione unica di cambiare in modo positivo e inclusivo la vita delle persone con demenza”.

Glenn Rees, presidente di ADI, sottolinea: “La demenza è l’unica condizione cronica senza una terapia risolutiva. Almeno l’1% del costo della demenza dovrebbe essere investito nella ricerca”.

In qualità di membro di ADI, la Federazione Alzheimer Italia ha fornito il proprio contributo e punto di vista sulla bozza del Piano ritenendo che la sua adozione sosterrà i singoli Stati a sviluppare politiche specifiche volte ad attenuare le conseguenze della demenza sul territorio.

Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia, commenta: “In Italia esiste un Piano sulle demenze, ma attualmente senza stanziamento di fondi. Auspichiamo che l’odierna storica decisione dell’OMS convinca il governo a destinare finanziamenti mirati alle sette aree di intervento previste dal Piano.

Come federazione di ben 47 associazioni su tutto il territorio italiano, abbiamo aumentato le azioni di sensibilizzazione negli ultimi due anni e, in particolare, abbiamo avviato il progetto di Comunità Amiche delle Persone con Demenza, partito da Abbiategrasso e ad oggi diffuso in otto città. Non ci fermeremo”.

Il Piano è stato sviluppato grazie alla collaborazione di diversi stakeholders, tra cui anche persone con demenza, che sono state consultate sui sette punti chiave del Piano.

Kate Swaffer, presidente di Dementia Alliance International, affetta da demenza, spera: “Quelli di noi che vivono con la demenza hanno bisogno di questi piani per vivere il meglio possibile per il massimo tempo possibile”.

 

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