Mantova. Le sale della Casa del Mantegna ospitano l’esposizione di oltre 110 tra dipinti, disegni e sculture, un insieme di opere che seguono un criterio cronologico e tematico il più possibile rappresentativo della vasta e varia produzione di Salvatore Fiume.

Nato a Comiso in Sicilia il 23 ottobre 1915, Salvatore Fiume fu pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo. A vent’anni dalla scomparsa una mostra di dipinti, disegni, sculture 1947-1992 a cura di Marzio Dall’Acqua, Renzo Margonari e Vittorio Sgarbi. Con opere scelte dalla collezione di Salvatore Fiume da Laura e Luciano Fiume, in collaborazione con Galleria Artesanterasmo di Milano. Organizzata da Augusto Agosta Tota sino al 18 febbraio.

La mostra inizia da un gruppo “storico” di disegni degli anni ’40, che accesero l’entusiasmo di Raffaele Carrieri e Alberto Savinio, affiancandoli a disegni degli anni ’60 sul terna delle Lotte fra tori, dei centauri, degli antropotauri e della ninfa e fauno.

Una singolare parentesi, nella carriera di Salvatore Fiume, e costituita da quella che ormai molti conoscono come L’avventura Queyo, una serie di dipinti ispirati alla tradizione e al folklore spagnoli, firmandoli “Francisco Queyo”, un pittore gitano inesistente di cui inventò la storia di perseguitato politico esule a Parigi, qui documentata da due oli originali e da un pannello informativo.

Un tema fondamentale nella produzione di Salvatore Fiume, secondo forse soltanto a quello delle Isole di statue, e il tema della figura femminile, spesso presente anche ultimi anni ’50 intitolati Donna e toro, alla Flagazza sdraiata del 1968 e alle figure balinesi degli anni ’70 fino ai dipinti degli anni ’80 e ’90.

Agli anni ’80 appartengono anche alcuni “strappi da affresco su tela”, due dei quali presenti a Mantova, in cui la sensibilità della donna e rappresentata in una forma estrema. Anche nelle sculture la presenza della donna e spesso fondamentale, come nel Reperto arcneologico e nella Ninfa e fauno, entrambi del 1992, presenti in mostra.

Nella grande sala, con cui si conclude l’esposizione, figurano cinque grandi dipinti, quattro dei quali fanno parte del Ciclo delle Ipotesi, che ne annovera diciotto. In essi, sullo sfondo di immagini tipiche dell’opera di Fiume, come le Isole di statue, o accanto ad alcune sue figure femminili, compaiono elementi tratti da capolavori di pittori moderni come Picasso e de Chirico intrecciati ad elementi pittorici di maestri antichi, come Botticelli, Tintoretto, Raffaello, Rembrandt, Rubens e Velazquez. Completa la mostra di Mantova, accanto alle Ipotesi, una Isola di statue di grandi dimensioni, sintesi compositiva e pittorica di gran parte dell’arte di Salvatore Fiume.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.