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È il 6 marzo 1957. I fuochi d’artificio costellano il cielo di un Ghana indipendente, il primo paese africano a liberarsi dalla colonia. Tra gli invitati alla festa d’indipendenza proclamata da Kwame Nkrumah, il rivoluzionario panafricanista anima della lotta per la libertà del paese e futuro primo presidente democraticamente eletto, figura Richard Nixon, capo della delegazione ufficiale americana.

Nixon si rivolge ad un altro invitato che gli sta di fronte, un giovane di colore, presumibilmente africano e gli chiede: “Allora? Come ci si sente ad essere liberi?”. L’interlocutore risponde candido:” E come posso saperlo io?!? Vengo dall’Alabama…!”. È Martin Luther King, non ancora attivista, ed è incredibilmente qui, nello spazio di questo breve scambio di battute, che King e Nixon si conoscono.

A cinquant’anni di distanza, dopo essere stato prima modello delle esperienze postcoloniali e poi delle politiche neoliberali, essere passato dall’economia amministrata a quella di mercato e attraverso svariati cambi al vertice, il Ghana vive una rinascita della visione di Nkrumah e delle idee di libertà e giustizia contenute nel suo pensiero. Grazie alla figlia Samia.

Con il direttore generale di Cassa Padana, Luigi Pettinati, ho incontrato Samia a Roma, su segnalazione della Federazione Lombarda di banche di credito cooperativo e grazie al ‘Permanent Secretariat of Nobel peace Laureates Summits’, un’associazione no-profit che fa da supporto all’attività di mediatori dei premi Nobel per la pace nei vari conflitti in giro per il mondo, promuovendo l’adozione della “carta per un mondo senza violenza”.

Samia ci ha raccontato la sua storia. Un destino intrecciato a doppio filo con la vita del padre e le vicende politiche del suo paese. Il sorriso, nonostante tutto, una certezza sulle sue labbra. Dopo lunghi anni in esilio tra Egitto, Inghilterra e Italia, a seguito del colpo di stato che, nel 1966, pone fine alla parabola politica paterna, Samia decide di ritornare in Ghana per rilanciarne il messaggio candidandosi nel 2008 al Parlamento con il partito fondato dal padre, il Convention People’s party, per il collegio elettorale di Jomoro, luogo d’origine di Kwame Nkrumah.

Questa regione, tra le più povere e isolate del paese tanto che può contare su un unico medico per le 120.000 persone che la abitano, le permette di diventare, unica rappresentante del suo partito, una delle 19 donne con un seggio in Parlamento su un totale di 2030 parlamentari. La crescente popolarità di cui gode le spiana la strada verso una brillante carriera politica che ha come obiettivo di medio termine la segreteria di partito, ma non solo, facendole conquistare la fama di ‘nuova Mandela’ sulla stampa statunitense.

Il programma politico di Samia fa eco ai principi base del pensiero paterno di libertà, giustizia ed unità, promuovendo un’idea di Africa compatta al di là delle divisioni etniche e religiose e includendo anche i molti africani in diaspora. L’azione politica di Samia ha come obiettivo principale l’istruzione e la risposta ai più urgenti bisogni sociali delle persone, in particolar modo i giovani e le donne. Di particolare interesse, nel suo programma, è l’accento sulla necessità di colonizzare con qualità femminili la politica e il governo locale, fino a contaminare ogni aspetto della vita.

Le qualità femminili a cui Samia fa riferimento sono l’amore, la gentilezza, la gioia, la dignità, la pazienza, l’umiltà, l’altruismo, qualità che sono presenti tanto negli uomini come nelle donne e che forse ci si aspetta di scoprire più facilmente in queste ultime per una ragione culturale e di educazione.

Quindi, promuovere più partecipazione femminile nella politica, per Samia, non è necessariamente una questione di genere o di ‘quote rosa’, significa piuttosto denunciare il bisogno di un approccio più femminile in parlamento e ad ogni livello del processo di presa delle decisioni, induce a volere una politica con un’altra fragranza, una politica di umanità, di dignità, di dialogo e speranza. Una politica che ha la delicatezza del suo sorriso.

Nonostante le riforme economiche degli ultimi vent’anni, il Ghana continua ad essere un paese dove l’agricoltura è il settore economico prevalente e sconta il limite di tecniche di coltivazione a basso contenuto tecnologico, incertezza nella distribuzione dei diritti di proprietà, scarso accesso alle materie prime e una rete stradale dissestata. Solo il 5-6% della popolazione, poi, ha accesso ai servizi del sistema bancario formale.

Per questo motivo, la fornitura di servizi di credito e risparmio è affidata ad un settore informale molto diffuso che si basa sui susu. I susu sono,in alcuni casi, veri e propri banchieri ambulanti, che raccolgono i risparmi giornalieri delle famiglie e offrono servizi di custodia per un mese a fronte del pagamento di una commissione, in altri, associazioni dove i membri accumulano i risparmi e li distribuiscono a turno ad ognuno oppure li conservano come assicurazione contro eventi infausti come funerali o di buon auspicio come matrimoni.

Variazioni sul tema dei susu possono trasformarsi nelle fondamenta delle istituzioni di microfinanza del paese, le quali fanno della conoscenza diretta dei clienti da parte dei banchieri ambulanti il vero pilastro su cui fondare la propria sostenibilità.

Il tema del risparmio è talmente sentito in Ghana che anche Samia ce ne parla, portando come testimonianza l’esperienza di Quick One Financial, un’istituzione finanziaria non bancaria della regione di Jomoro che la vede membro del consiglio di amministrazione. Anche questa istituzione si basa sul meccanismo dei susu e risponde a un tale bisogno delle comunità della zona che, complice l’enorme popolarità di Samia, ha raccolto in soli sei mesi risparmi pari a 300.000 cedi ghanesi, circa 160.000 euro.

Del denaro raccolto, solo poco più della metà è stato utilizzato per concedere finanziamenti, anche perché le competenze della neonata istituzione non sono sufficienti a comprendere quali attività e clienti siano meritevoli di credito. In questo, e nel rafforzare l’istituzione nell’ottica del rispetto dei requisiti che la legge le impone per operare, Cassa Padana può essere utile.

Per questo Samia ci ha voluto incontrare. Anche Samia ha capito che mettersi in comunicazione con persone e istituzioni, anche lontane per geografia e cultura, che condividono i suoi stessi valori, è una strategia ormai imprescindibile per rispondere ai bisogni del popolo che ama.

Siti da segnalare:

http://www.samiankrumah.org/index.html

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