Pescarolo ed Uniti (Cremona) – A completamento delle celebrazioni di carattere religioso, con la Santa Messa alle ore 11, domenica 30 agosto i volontari di G.S. e Pro Loco hanno deciso di conservare la tradizione, superando le problematiche del momento, legate alla pandemia da Covid-19. La tradizione, che si reitera ormai da alcuni anni, consiste nel organizzare una forte presenza alla “fiera”, in occasione della ricorrenza del Patrono San Giovanni Decollato a Pieve Terzagni con iniziative di vario genere, dalla gara gastronomica all’esposizione di moto, serate musicali e cene con piatti tipici di stagione.

Purtroppo, per i problemi sopraindicati, questa edizione sarà in forma ridotta, limitandosi alle proposte di cene in compagnia per le serate di sabato 29 e domenica 30 agosto con apertura della cucina alle ore 20, per degustare l’ormai conosciutissima piadina la prima serata e la torta fritta la seconda. In merito gli organizzatori precisano che saranno disponibili anche portate di asporto, mentre per chi fosse interessato a fermarsi sul posto o all’asporto, è obbligatoria la prenotazione telefonando a Claudio 333 997 0707 oppure al G.L. 338 168 6401.

La celebrazione a Pieve comporterà lo spostamento della Messa delle 11 a Pescarolo alle 18 sempre di domenica 30 agosto.

Completiamo la presente con alcuni appunti tratti da una pubblicazione particolare riguardanti la Pieve di ieri, e il suo significato. Anzitutto relativamente alle celebrazioni della ricorrenza che i Pievesi chiamavano di San Giuanin, inevitabile ricordare, per i più anziani, quando la piazza era piena di giostre e di bancarelle e quando la Pieve aveva una forte importanza nel quadrilatero delle Pievi, che avevano giurisdizione ecclesiastica su altre Parrocchie e il rettore aveva il titolo di Arciprete.

La ex casa Parrocchiale, oggi “agriturismo S.Carlo” divenne, dopo la soppressione dell’Arciprete sede di Vicariato Foraneo e cioè un riferimento per tutti i parroci del territorio, dando un significato ad un giardino di dieci pertiche, attraversato per tutta la sua lunghezza da una stradina carrozzabile che portava all’edicola votiva costruita sull’Aspice e che si presume servisse, sia all’Arciprete, che ad altri parroci e loro superiori per le funzioni religiose. Con la vendita di quella casa il Parroco dovette ritirarsi nell’attuale dimora, allora abitata dal curato, che dal 1920 non venne più nominato.

Definito il termine “Pieve”, c’è un ipotesi sul significato di “Terzagni”. Tra le note si legge che, in occasione di una grande pestilenza si salvarono tre persone di nome Giovanni, in dialetto chiamate Zuagn, poi, considerato che erano tre, il borgo divenne “Pieve Trizuagn” .

Ieri questa era Pieve, oggi di quei tempi restano nella chiesa importanti memorie che portano nel borgo anche importanti personaggi e appassionati di storia. Purtroppo è finita nel nulla la coraggiosa iniziativa di aprire un bar. Non resta che l’auspicio che l’area artigianale voluta tra i due abitati di Pescarolo e Pieve possa realmente portare benefici ad entrambi. Certamente i primi a crederci dobbiamo essere noi e ben vengano le iniziative promosse dai vari gruppi di volontari e dai privati, che nel piccolo borgo hanno investito dando il meglio dell’iniziativa privata e alla comunità sviluppo e benessere.