Casaloldo (Mantova) – In questo piccolo comune dell’Alto mantovano al confine con la provincia di Brescia, la Sagra di S. Luigi Gonzaga trova le sue antiche origini nel XVI secolo e nasce come mercato agricolo: le domeniche di autunno erano per la localie occasioni propizie per commerciare i frutti dei raccolti appena conclusi.

Si trattava di appuntamenti collegati fra loro che vedevano gli agricoltori spostarsi di paese in paese, nel raggio di alcuni chilometri. Al valore di mercato agricolo si è progressivamente aggiunta la connotazione religiosa, forse giustificata dalla volontà di ringraziare per i fruttuosi raccolti.

33a edizione per questa sagra molto amata nel mantovano
33a edizione per questa sagra molto amata nel mantovano

La tradizionale Sagra dedicata a San Luigi Gonzaga giunta quest’anno alla 33° edizione e sarà ancora un’occasione per promuovere cultura, arte e bellezza.

Gli eventi, iniziati già la prima domenica di settembre, proseguono fino alla fine di ottobre: serate culturali, performances teatrali, concerti e commedie dialettali, visite guidate a luoghi d’interesse, incontri letterari, presentazioni di correnti pittoriche, percorsi sensoriali animeranno tutto il mese.

Quest’anno la Sagra di Casaloldo, che la tradizione colloca nella quarta domenica del mese, si snoderà per un’intera settimana dal 23 al 30. Il centro storico accoglierà il “Mercatino CreAttivo”: un percorso di Arte e Artigianato che unisce il sapore antico e romantico della tradizione a fantasia, originalità, lontane abilità.

Per l’occasione anche Piazza Matteotti si trasformerà in una location evocativa d’altri tempi: sulla grande aia prenderanno vita attrazioni per famiglie e bambini, laboratori e scenografie, tra stupore e divertimento.

Proposte raddoppiate, dunque, per sottolineare l’importanza di una ricorrenza significativa per tutto il paese. Perché la Sagra sia un’occasione di aggregazione nel segno della tradizione e , partendo dal sano divertimento, diventi concreta opportunità di crescita.

Casaloldo, nella pianura mantovana, si trova sulla strada che collega CastelGoffredo con Asola. Ha origini molto antiche come testimoniano importanti reperti archeologici rinvenuti in localita Bottino collegabili all`epoca preistorica neolitica. Ma è soprattutto all`epoca dei Romani che risalgono i principali ritrovamenti.

Libero comune nel Medioevo, nei secoli successivi il paese fu coinvolto nelle lotte fra la Serenissima della vicina Asola e la famiglia dei Gonzaga per il suo possesso.

Le fonti antiche narrano di un grande e possente castello, di ottima fattura e disegno, a cui si accedeva per un lungo ponte come quello di San Giorgio a Mantova. Il castello sicuramente costruito nella parte frontale con muri solidissimi e in mattoni a vista e da palizzata per la restante parte, rimase in piedi fino all’’inizio del 700 quando fu smontato per permettere con il riutilizzo dei mattoni la costruzione della chiesa parrocchiale con l’imponente campanile.

Una settimana di festa...ma il clou sarà domenica 28 ottobre
Una settimana di festa…ma il clou sarà domenica 28 ottobre

Sono comunque diverse le parti rimaste intatte del castello: nel portale d’’ingresso gli archi, lo spacco per le catene del ponte, l’’ingresso pedonale, lo spiraglio, la feritoia e la fessura per la calata della saracinesca.

Nella bassa torre d’i ingresso sono state ricavate negli anni Settanta alcune stanzette d’’abitazione.

Nel cuore del paese, nella piazza principale, lungo la statale che collega Casaloldo a Piubega, c’è l`imponente chiesa parrocchiale con un possente campanile separato dalla chiesa, dedicata alla Beata Maria Vergine Assunta e S.Emiliano, eretta negli anni 1714 – 1720 dall`architetto Giovanni Maria Borsotto.

Nella campagna circostante il paese meritano una visita alcune chiesette rurali di buona fattura come quella di S.Vito del XV. secolo e la la corte di Molinello, risalente alle nipoti di San Luigi Gonzaga Cinzia, Olimpia e Gridonia, che fu ingrandita nel corso del`600 e destinata dalle Vergini Gonzaga a convento.