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In campo San Rocco, fra la bella chiesa e la Scuola Grande, ci si prepara alla festa del 16 agosto. Nel nome del santo il cui corpo giunse a Venezia nel 1485.

Il 13 marzo il patriarca Maffeo Girardi ne comunicava al Consiglio di Dieci l’avvenuta traslazione (da Voghera), certificandone l’autenticità, ma, non avendo ancora la Scuola una sede definitiva, la reliquia fu deposta provvisoriamente prima nella chiesa di San Geminiano, poi nel palazzo del patriarca di Grado, presso la chiesa di san Silvestro, fino a che, ultimata la chiesa eretta per custodirla, vi fu trasferita il 3 marzo 1490.

Diverse versioni raccontano di mirabolanti traslazioni, ricordiamo tra le altre quella di Flaminio Corner, secondo il quale il recupero delle spoglie di san Rocco si deve al monaco camaldolese Mauro che, per sciogliere un voto e su richiesta del Guardian Grando della Scuola, Tommaso di Alberti, si recò a Voghera, nel castello del conte Pietro dal Verme e riuscì, non senza peripezie, a trafugarle e a portarle a Venezia.

Sul giorno della sua festa liturgica, il 16 agosto, si fa l’ipotesi di un inizio nel 1440 a Montpellier, dove dal 1421 esisteva una cappella a lui dedicata. Il Martirologio Romano del 1678 reca il suo nome per la festa di tale giorno.

La devozione al santo, se iniziata verosimilmente a Montpellier, si diffuse presto in tutta Europa e soprattutto nella Francia Meridionale, in Alsazia, in Corsica, a Parigi, Anversa, Lisbona, Colonia, Norimberga e nelle città anseatiche del Mare del Nord, fino alla Scandinavia e alla Polonia.

In Italia centri cultuali, oltre che a Venezia e nel Veneto, si evidenziano a Roma, Voghera, Piacenza, Brescia, in Abruzzo e in Italia Meridionale. Sodalizi e confraternite sorsero subito innumerevoli.